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"Pagine corsare"
Contributi dei visitatori

Pier Paolo Pasolini
di Raffaele Ibba

C’era una notte più scura
quella sera, in buia attesa
di mani lame di acuti torturi
di ferri cuori molati da odio
allestito nascosto sterminatore
dei tuoi ricami di gesti e parole,
a infrangerli in lordure di tenebre,
contro il lucente grido dei tuoi martìri.

E furono voci sbraitanti
berci inanimati stridi
opachi alla vita alla tua
fine fantasia d’amore alla tua
mansueta volontà incessante
ogni speranza d’amore
nel tuo dolore d’amare:
quella eterna amicizia all’amore
che tu disperavi accarezzando
tutti i più lievi lavori a tombolo
di questo nostro affaticato esistere:
tu rosa di spini di rosa
fiore fiorito nel deserto, questo
della nostra bella Italia desolata
di allora di ora
e a venire.

Tu li sapevi gli altri varchi,
gli altri guadi e gli altri prati di vita
tutti sapori di bene li imparavi, modesto
soltanto tra i rifiuti di vita
di individui-multitudini scorie
disabitate
da ogni attesa di vita
e amate vive da te,
nelle disanimate città di morto capitale
morte per poteri dominazioni
su tanti, sul vivo lavoro di tutti.

Quella tua notte più scura,
quella tua notte di sequenza di orrore
quella tua notte di Croce di Cristo
fu gioia al potere e piacere
al servo mentire di efferati ipocriti
contenti del buio al tuo vivere luce:
ma che non chiuse,
non cessò
ed è ora nostra ora, e viva
seminagione di voce
comunista, cattolica, eretica, islamica, 
anarchica, buddista,

sorella, amica, fidanzato, amante, tu,
tu eterna voce rosa poeta
di corpo di natura d’amore.

Raffaele Ibba
Cagliari, 9 maggio 2005


Pier Paolo Pasolini, di Raffaele Ibba
 

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