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"Pagine
corsare"
I contributi dei visitatori
Sulla spiaggia
di Salvatore Armando Santoro
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Sulla spiaggia
è rimasta una traccia,
una traccia è rimasta
di sangue.
Una scheggia di legno
ha cambiato colore,
ha cambiato finanche l’odore.
Sulla spiaggia è rimasto
un poeta,
con la testa che non sa
più di nulla,
che non scrive più
versi sui fogli,
che non vede più
poveri e servi.
Un poeta ch’è morto
d’un colpo
per aver amato la gente,
che nutriva un amore un
po’ strano,
che cercava un amore diverso.
Ora il mar rumoreggia la
sera
ed un’onda pulisce la rena
da quel sangue che tutto
ha imbrattato,
da quel sangue che ormai
più non scorre
nelle vene di un uomo un
po’ strano,
che veniva da molto lontano
e che più non distende
la mano
e che più non lancia
sorrisi
all’amante che un dì
l’ha tradito,
per un gruzzolo poco pulito
che qualcuno gli ha un giorno
donato
per chetare un cervello
parlante,
per zittire un cervello
sapiente
che non dà più
fastidio ad alcuno,
che non scuote più
alcuna coscienza,
che non lascia più
orma o semenza.
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Salvatore
Armando Santoro
Boccheggiano, 21 settembre
2004
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