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A Pier Paolo Pasolini

due poesie di Fausto Cerulli
 
 

* * *

In questo mondo...

In questo mondo leggermente corrotto 
Nessuno è sedotto e nessuno è 
Abbandonato, io sono stato vaccinato 
Contro il vaiolo, sono predisposto 
Ad ammalarmi d’amore. Io, tanto 
Per fare un esempio tra l’empio 
E lo scempio, non credo ai fantasmi 
Per questo ne ho tanta paura. 
Quando ritornano, i morti 
Sono diversi, sono indecisi 
Se essere perversi o se scrivere 
Versi come se nulla fosse 
Successo. Le catastrofi, 
quando sono forse reciproche 
si azzerano. 
Il nove marzo, ormai tutti lo 
sanno, e non voglio negarlo 
ero a Pistoia, in piazza dello 
Spirito Santo. Un altro marzo 
ma lo sappiamo in pochi. 
Al massimo in due di noi due, 
ero in via dei falegnami 
dalle parti del ghetto. 
Via degli Angeli è tutta immondizie 
e rovine, assomiglia alla mia 
anima, Via dei crociferi 
Si salva in extremis.Bello era, 
al tempo dei primi coloni, 
arare la terra, bastava un seme 
per far nascere un paradiso. 
Ai piedi dell’Annunziata ardono 
cinque lumini. Se qualcuno 
si azzarda a spegnerli, 
io, lo giuro, lo ammazzo. 
Io hoospitato nella mia casa 
un dio troppo severo. 
Io ho paura di andare a Roma, 
come se dovessi inciampare 
sulle traversine di un binario 
morto. O come se dovessi incontrare 
Beatrice con il turbante 
nel carcere di Tordinona.

Alla Magliana

Alla Magliana
il campo di calcetto 
dove Pier Paolo 
scrisse la sua 
poesia fatale 
di sangue 
e di suburra 
è sempre pieno 
di pischelli 
che non erano 
ancora nati 
quando Pier Paolo 
li sapeva 
già morti. 
Accadde lì 
la sua ultima vitalità, 
la disperata. 

 














 


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