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I contributi dei visitatori A Pier Paolo Pasolini di Maurizio Mazzeo
Non
cercare oltre sei
forte abbastanza per gioire senza illusioni per
offrire un sorriso sincero per
parlare con gli occhi e col cuore. Il
tuo coraggio di soldato nella notte, il
tuo vivere fuori dagli uomini non
ha nulla da invidiare a tetri maiali, a
noi che viviamo di giorno del dignitoso lavoro, del
dignitoso nulla di tutti i giorni. Abbracciarti
vorrei, parlare e sognare con te, ma
sono troppo vile per smettere di vendermi ad ogni sicurezza, viltà
che è di tutti, che nasce dal possesso e
ogni possesso è uguale promette a ciascuno l’immortalità. Immerso
nell’antico vizio d’apparire, cresciuto
alla scuola della malizia non so più Amare. Mi
hanno detto che questo è normale, è necessario, è
umano. Osservandoti
nei notturni ritorni, angelo della notte, mi
fai scoprire che solo il non aver paura della solitudine ci
può rendere liberi… Apri
il mio cuore, schiudi i miei occhi offuscati, annebbiati
“per colpa di questo nostro mondo umano, che
ai poveri toglie il pane, ai poeti la pace”. Se
fossi qui le nostre leggi ti avrebbero ancora impedito
di parlare e ora che affondi nei tempi finalmente mi
sei fratello ci sei padre e puoi parlare perché sei spirito. Tutto
è ancora confuso dalla rivalità, tutto
è ancora sporco di malizia, tutto
è così competitivo, persino le vestigia dei sentimenti. Arrendersi,
abbandonare ciò di cui sono cresciuto è suicidio è
ricominciare nella solitudine dei vizi, nel disordine dell’amore, dei
sentimenti, essere anonimo a questo mondo, essere
soli nell’amare è vero amore, altrimenti diviene tristezza,
altrimenti si tramuta in ossessione del dimostrare. Posso
parlarti perché so di non cadere nella trappola dei compromessi che
uccidono la sincerità. Non
conosco le tue fatiche, la tua rabbia eroica senza timidezze pronta
solo a cercare il vero. Maurizio Mazzeo
Roma. 19 settembre 1995 |
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