I contributi dei visitatori di "Pagine corsare"

"Pagine corsare"
I contributi dei visitatori

Daniel Agami
Omaggio a Pier Paolo Pasolini
Liceo Galvani di Bologna
2000-2001
Mamma Roma

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(1962, Italia) di Pier Paolo Pasolini. Con Anna Magnani, Franco Citti, Lamberto Maggiorani, Ettore Garofalo; soggetto e sceneggiatura di Pier Paolo Pasolini  (con la collaborazione di Sergio Citti); bianco e nero, 114’
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A un anno dal debutto registico, Pasolini ritenta la strada della regia cinematografica, non discostandosi dalla sua opera prima, Accattone. Stessi sono gli sceneggiatori (Pasolini con la collaborazione di Sergio Citti, ancora restio al proprio debutto registico, che avverrà dieci anni dopo), stesso è il protagonista (Franco Citti, attore pasoliniano per eccellenza, in attesa dell’incontro del regista con l’altro attore alter-ego Ninetto Davoli), stessi gli ambienti (le borgate periferiche di Roma, con papponi e prostitute). Se il primo film, ancora approssimato dal punto di vista di tecnica e lessico cinematografico, era incentrato sulla figura del pappone romano, questo mette in luce la storia di una prostituta, Mamma Roma appunto, in contrasto con l’ambiente delle borgate romane, e soprattutto il suo rapporto, intimo, sofferto, personalissimo col figlio Ettore, ignaro del mestiere della madre. 

Il film racconta in parallelo gli approcci di Mamma Roma per cercare, invano, di smettere con la propria attività, per dedicarsi al figlio e i primi approcci sessuali con l’altro sesso del figlio Ettore (nel fotogramma del film, a sinistra, la madre -  Anna Magnani - insegna al figlio - Ettore Garofalo - a ballare il tango). 

Mamma Roma cerca di uscire da una realtà troppo scomoda e inconciliabile con il suo ruolo di madre, tenta di divenire da Mamma Roma semplice mamma, ma si scontra con l’impassibilità del pappone Carmine, che minaccia la donna di rivelare al figlio la verità se questa oserà abbandonare il marciapiede. Il contrasto tra le leggi del cuore e quelle del marciapiede, il contrasto tra le prime timide esperienze sessuali di Ettore e il sesso come paranoica routine di vita della madre non verranno risolte come la madre vuole…

Piccola tragedia proletaria (vedi anche qui), con il degrado dell’emarginazione sullo sfondo, il film appare decisamente meno sperimentale, più completo e riuscito di Accattone e deve molto, oltre che alla mano più esperta di cinema del regista, all’incisiva interpretazione di Anna Magnani, poliedrica attrice capace di passare dall’avanspettacolo (le commedie teatrali di Michele Galdieri) a ruoli internazionali (La rosa tatuata di Daniel Mann, che le valse l’Oscar come miglior attrice del 1955 - v. foto sotto a sinistra) al dramma neorealista (Roma città aperta di Roberto Rossellini) alla commedia amara italiana (Risate di gioia di  Monicelli, assieme a Totò).

Pasolini raccontò, in una intervista, di aver pensato alla storia di Mamma Roma durante lo script di Accattone e di avere subito immaginato Anna Magnani, “come protagonista insostituibile del film”. Lo stesso Pasolini ebbe però dei diverbi con l’attrice, accusandola di voler dare al personaggio tratti piccolo-borghesi. 

Lamberto Maggiorani era l’attacchino a cui rubano la bicicletta di Ladri di biciclette di Vittorio De Sica. Dopo il cameo di Elsa Morante in Accattone, in Mamma Roma compare, nelle vesti del prete, lo scrittore Paolo Volponi. Importante la colonna sonora, ancora non affidata ad un compositore; dopo la colonna sonora con musiche riprese da Bach del primo film, in questo Pasolini sceglie per il commento musicale Antonio Vivaldi. 

Quello con Anna Magnani, indubbiamente nome di richiamo del film, è il primo dei fortunati incontri di grandi attori “nazionalpopolari” con il cinema scomodo pasoliniano; vi si affideranno in seguito anche Silvana Mangano, Totò, nella parentesi più poetica della sua carriera, il duo comico Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, Ugo Tognazzi e Orson Welles.

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