Il
passaggio tra l'età infantile e l'età della maturità,
nel mio caso, è stato reso in atto dalla lettura e dal possesso
materiale e spirituale di Ragazzi di vita (l'edizione che io ho
avuto la fortuna di possedere era una vecchia edizione che esaltava ulteriormente
la nobiltà del libro).
Il tema del libro viene ogni
giorno approfondito dalla cronaca, una cronaca che sfugge spesso agli occhi
del "Grande Fratello", sfugge e rifugge perché non vogliamo avvezzarci
alle brutte storie di povera gente. È sì la storia di ragazzi
romani, ma anche la storia di ragazzi ruandesi, congolesi, kenyani, cinesi
ecc. ed è anche la storia dei nostri ragazzi, di noi ragazzi di
oggi nelle mille sfaccettature di una generazione. È un po’ la storia
di tutti, la storia di chi ha sofferto nella vita e di chi non ha sofferto
ed impara a soffrire leggendo questo "carme alla sovravvivenza" tradotto
in romanzo da un animo sensibile e poetico che non può essere travisato.
Leggiamo ed amiamo Pasolini
per la sua arte e per come era uomo, uomo raro che sapeva far nascere gemme
dalla terra. Pier Paolo Pasolini ha lasciato a noi un tesoro, da rivalutare
e da difendere con le unghie, da conservare e tramandare alle generazioni
future come patrimonio e testimonianza di una parte della nostra storia.
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