2
novembre 1975
La
notte non è silenzio.
Almeno
quella notte non lo fu.
Quella
notte.
T’hanno
menato.
T’hanno
schiacciato.
T’hanno
ammazzato.
T’hanno
azzittito.
T’hanno
menato,
perché
non te fermavi mai,
de
vive ancora non eri stanco.
T’hanno
schiacciato,
perché
non erano òmini,
ma
cani rognosi addestrati a crudeltà.
T’hanno
ammazzato,
perché
zitto vivo non ce volevi sta’,
la
bocca, certo te la tenevi pe parla’.
T’hanno
azzittito,
così
scrivono i giornali,
in
questa mattina de sole.
Ma
secondo me tu continui a parla’.
Quella
notte ce hanno provato a cancellatte dal mondo,
e
tu con l’ingenuità e la fiducia che ce avevi
te
sei annato a inguaia’.
E te
vojo di’,
che
sei morto come na stella,
co’
la luce più gajarda che illuminavi.
E
sta luce arriva a me fino a oggi,
con
il ritardo de anni e anni.
E quanno
guardo il cielo,
così
spento e vuoto,
me
domando:
"A
Paolo!
Quann’è
che torni?"