I contributi dei visitatori di "Pagine corsare"

"Pagine corsare"
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Tributo dovuto
di Fabrizio Cavallaro

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"Ora mi nascono le unghie come ai morti"
Dario Bellezza


Ho la presunzione d’essere poeta grazie a Pier Paolo Pasolini, ed alla sua poesia che copia fedelmente un cuore ancorato alla vita ed al miracolo. Da lì, una corte di voci come usignoli o picari, occhi e musi che ricordano la capra semita di Saba. Ed il cuore che s’allarga ad un’alba che inonda di luce; il cinema come genuflessione al miracolo della visione aperta del cielo e delle cose, dei prati casarsesi e delle periferie suburbane - che anch’io ho imparato ad amare nella mia città del profondo sud. 

I sud del mondo: Pasolini m’ha insegnato anche questo, ad amare i disadattati perché sono come i fanciulli, ed hanno una sensualità viva, aperta, geniale. Ora, tutto è un po’ rovinato, squallido. Ma, ancora, qualcosa è vitale.

Questo, però, non è novità.

L’altra sera, in televisione, ho assistito alla farsa dell’intervista a Pino Pelosi. La giornalista l’incalzava di domande. Devo riconoscere in quest’uomo una coerenza, quantomeno, nel ripetere quei suoi "non so". "Perché la macchia di sangue dal lato del passeggero?": "non so". "Perché non una macchia di sangue addosso a Lei?": "non so", ecc.

Quell’uomo sorrideva, diceva d’essere pentito. "Ha mai letto un libro di Pasolini?" "Beh, una volta ne ho sfogliato uno, ma poi l’ho richiuso". Ecco.

Il regista l’avrebbe amato anche così? L’avrebbe perdonato?

Indagini non fatte, dopo anni perché un caso non è riaperto. È più interessante ascoltare le blaterazioni dei potenti, le proposte ridicole d’una classe politica da fiera?

È una vergogna. "La borghesia più ignorante d’Europa". Chi getterà il "proprio corpo nella lotta", oggi? Si è ancora capaci di provare un’indignazione sincera? Neppure "sul sangue dei lager" un giudizio netto, neppure sulle stragi culturali, dell’infanzia strangolata, dei delitti di disonore.

Vien voglia di abiurare, realmente. Ma che cosa? Da cosa iniziare? So di formulare solo domande, ma non trovo chi possa darmi alcuna risposta.

C’è qualcuno che sia - oggi - capace di passioni "recidive"?

I libri di poesia riposano sugli scaffali impolverati dei mercati librari.

Meglio comperare un’immondezza scritta da un cabarettista, da un giornalista stravenduto, no? Fottersi di televisione e di telefonini.

Ma c’è chi dovrà rispondere, quantomeno alla Storia, di questo genocidio, e non coi melensi sorrisi, le battutine volgari, le esibizioni di potere e di volgarità.


 






 


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