"Pagine
corsare"
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Ode
a Pier Paolo
di Christian
Minelli
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Oh Pier Paolo...
t'hanno ammazzto soffocato tra sterpi,
grumi di sabbia ti si stringevano
sul volto da fanciullo.
Quanto dolcemente accarezzi le fronti
di piccoli poeti lassù, Pier Paolo,
mentre sorpresi dal pianto trattengono
i tuoi versi interrotti.
Io sono tuo figlio, Pier Paolo, sul
tuo sudario insanguinato
lacrimevole ho costruito giorni di
fuoco e scolpito paesaggi di bellezza.
Le vie pensierose dell'anima s'attorcono
salienti verso panorami di
splendida solitudine, e a te ripenso,
quando sopralzo la testa avverso le genti
e le dita corrono sui tasti come in una fuga musicale
quasi di schianto s'allungano oltre
le parole che rianimano,
questa sera scura a tratti trascinata da ricordi.
Frastuoni d'animali s'abbarcano a
mucchi
gli uni sugli altri frammischiati
in questo secolo che
non vide la luce del tuo genio.
Sento le vie di Roma risuonare dei
tuoi passi
nelle notti d'estate, quando i gatti
si raccontano
storie e pneumatici luccicanti stridono
sull'acciottolato
incuranti di vecchi matti.
Mi sembra di rivedere le ciocche di
capelli
che offrivi al vento
scintillanti allo stallo del cielo
d'agosto su una fronte aggrottata al mondo
mentre danzavi sulle dune di Sabaudia,
col mare che t'abbracciava d'azzurro.
Sei morto urlando parole deserte,
seppellito dal silenzio di regnanti
ciechi.
"Io sono una forza del passato..."
Confuso tra luminari stanchi
inseguo rigoli piovaschi
fino alla tranquillità ghignante
dell'esistenza.
Christian
Minelli
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