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Sono troppo piccolo, il tempo mi inghiotte se provo a parlare di Pasolini. La scienza dell'uomo infelice, la storia, ne ha fatto un martire. Il martirio è il prezzo che l'intelligenza e l'onestà intellettuale e la severità morale devono pagare prima o poi. La magistratura è stata grazie a Pier Paolo. La letteratura è stata grazie a Pier Paolo. Il cinema è stato grazie a Pier Paolo. La politica è stata grazie a Pier Paolo. La vita non ha gradito, però. La vita difatti lo ha assassinato in complotto col tempo, quel tempo che diventa malattia e che non guarisce. Si era sporcato la saliva e con la sua saliva aveva impastato certe parole "io so... ma non ho le prove". Noi tutti abbiamo la certezza che il dolore e la menzogna esistono ma non ne abbiamo le prove, perchè il dolore e la menzogna se dimostrate si concretizzano in semplici e comuni debolezze d'animo. L'assurdo inghiotte il certo. Lo abbiamo ucciso o meglio una generazione passata lo ha ucciso, conscia. lo hanno ucciso di un assassinio che per movenze e particolari, rientra nella storia e con essa diventa parte dell'assurdo e dell'infelicità. Chi non ha paura di morire, muore una volta sola, ma resta solo e comunque un morto un qualcuno che non potrà esercitare il proprio diritto allo sdegno e alla memoria e alla follia. Essere folli per essere compresi, ha scritto Pier Paolo. |
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