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I contributi dei visitatori Potere è Anarchia
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"...L'unica vera, grande, assoluta
Anarchia, è quella del potere." [1]
Questa frase non può che farci riflettere verso un' unica direzione: analizzare le due parole Anarchia e Potere nel loro significato, vederne le connessioni, le divergenze ed infine capire il senso della frase (contenuta nel film). Cos'è propriamente l'Anarchia? L'Anarchia è una "Dottrina sociale e politica che propugna l'abolizione dell'autorità costituita e accentrata, nonché di ogni forma di costrizione esterna" e in genere "Mancanza di ordine, governo, autorità; confusione endemica" [2]. Se pensassimo, come logico fare, che "l'abolizione dell'autorità costituita e accentrata" sia l'abolizione dello Stato e che la mancanza di "costrizione esterna" sia la mancanza di Potere concluderemmo che l'Anarchia sia una dottrina che propugna la privazione dello Stato e del Potere, ovvero dell'Ordine, del Governo e dell'Autorità. Cos’è il Potere? Il termine Potere comprende tre cose: fare le leggi, amministrare la Giustizia, governare. Il controllo del Potere può essere dato a più istituzioni, come nel nostro modello, oppure ad uno solo, oppure a una sola persona come nelle dittature, comunque, accentrato o decentrato che sia, il Potere è Ordine (Potere legislativo e giudiziario), Governo (Potere esecutivo) e Autorità (tutte le figure istituzionali). Se vediamo le due definizioni sopra date vediamo che Anarchia e Potere hanno nella loro definizione parole comuni (Ordine, Governo, Autorità, ma, se nella prima sono oggetti di privazione, nella seconda sono “organi” necessari del sistema. Se accettassimo questa logica, allora dovremmo essere sicuri che Anarchia e Potere sono l’una il contrario dell’altra. Nella definizione, sopra data, dell’Anarchia manca una parola chiave: assoluta. Non vi è scritto che "propugna l'abolizione" assoluta del Potere e dello Stato e quindi non esclude che questa abolizione del Potere e dello Stato sia “riservata” ad una "classe" naturalmente più fortunata, come chi ad esempio costituisce il Potere e lo Stato. Sarebbe assurdo ammettere che i “comuni cittadini” possano essere liberi da ogni forma di Ordine (sia politico, economico, religioso che morale), ma lo possono essere quelli che il Potere lo esercitano, “basta sostituire la parola Dio con la parola Potere” [3]: sopra il Potere (visto come una divinità) non esiste nessun controllo superiore, nessuno che può impedire di esercitare il Potere secondo le proprie volontà, le proprie follie e le proprie aberrazioni. Nella concezione democratica europea dello Stato chi esercita il Potere (l'Autorità) non gode del privilegio "Anarchia" perché è il popolo, più propriamente gli elettori (il vero Potere democratico), che vigila sull'Ordine dello Stato grazie a quei preziosi documenti che sono le costituzioni. Nella Repubblica di Salò esistevano lo Stato e il Potere, non la Democrazia bensì l'Autocrazia. In situazioni storico-politiche come quella di Salò chi detiene il Potere (Autorità) non è soggetto ad un controllo (Ordine e Costituzione) esterno da parte del popolo, ed è il Potere che propugna l'Anarchia e la ottiene mancando un governo (legittimo), uno stato (legittimo), qualsiasi Ordine e sostituendo l'Autorità con l'Autoritarismo. Nella concezione pasoliniana dell'Anarchia in Salò o le 120 giornate di Sodoma è il Potere (coloro che lo compongono in modo illegittimo), diviso in quattro istituzioni (Giustizia, Politica, Economia e Religione), "l'unica... assoluta Anarchia” e cioè l’unica parte di popolo che può godere di assoluta libertà di decisione e di azione con l’aiuto delle “zone grigie” [4], i loro imitatori, ovvero i collaboratori, senza i quali non potrebbero esercitare il proprio Potere. E i disertori non possono avere la loro piccola Anarchia? Pasolini ci fa vedere come l'unica "Anarchia" concessa ai disertori sia la Morte. -------
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Tratto dalla sceneggiatura di Salò e le 120 giornate di Sodoma (Pier
Paolo Pasolini), 1975
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