I contributi dei visitatori di "Pagine corsare"

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Altro ritorno a Casarsa
Gianni D’Elia
Cimitero di Casarsa: le due lapidi affiancate di Pier Paolo Pasolini e della madre

A Gian Mario Villalta...
"Qui, Pasolini, è cominciato da poco…"
diceva così, la tassista, guidando
la sua Mercedes fino al cimitero;

fuggivo, da una rissa verbale, da
un giudizio cattivo sul mio fare, un invito
di qualcuno che, amico, ma brutale,

aveva risposto alla domanda sul mio libro:
“il peggiore che hai scritto”, insistendo
poi, e credendo di scusarsi: “non è

un libro estetico” -  Estetico? Come
si dice “non rientra nel mio gusto
del bello” - filava la tassista, intanto,

lungo la striscia del paese, con la casa
del poeta, senza nessuna targa, d’una rosa
rossiccio o cosa, due vetrine, vuota,

dentro: “ci fanno un po’ di mostre”…
Invece di andare a scuola a parlare
della mia poesia, ai vivi, andavo

a trovare il poeta più poeta, il morto
più vivo che conosca, dopo Giacomo
Leopardi; il sole, tra le nuvole, più alte

come il Friuli mi sono sempre parse,
accendeva una scena da dopo temporale,
tra vigne e casette geometrili, ville

e villette col giardino, cortili nuovi
di hotel, o cancelli, con dietro vecchie
corti, acacie, pioppi, qualche misera

catapecchia contadina disabitata;
feci il ritorno a piedi, costeggiando
e sfiorando i muri vecchi di una casa,

mentre la gente si salutava in bicicletta,
“Mandi mandi”, rispondeva, gentile e un poco
ironica: “dovrà scaldare gli scarpini…”,

sulla stazione, intanto, fumigava
la colonna di cannoni semoventi, in corsa
nella prova di guerra quotidiana…

Profumava la strada del mattino,
contro il muro, grigio e scaldato
da sole, che era uscito, risparito…

Profumava la morte il gelsomino
sotto un cielo annuvolato, con squarci
alti d’azzurro, fini come un filo;

e la foto di Guido contro il muro
con i suoi cinque compagni d’ideale
era fraterno appello al nostro andare;

e due lumache stavano allacciate
vicino alla tua tomba, in amore, PIER
PAOLO PASOLINI (1922-75), con tua madre

Susanna Colussi ved. Pasolini (1891-81);
e i sette fusticelli dell’alloro
alle rose, alle roselline, drizzavano

pagoda d’ombra, anche a noi, morti vivi…

30 maggio, 9 giugno  2000

Cimitero di Casarsa: la tomba di Guido Pasolini con i suoi cinque compagni





 


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