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Alice e i testi pasoliniani
di Giorgia

La cantante AliceLa cantante Alice, quest'anno in "Viaggio in Italia" (titolo ispirato al libro di Goethe) ha cantato due capolavori di Pasolini, "Al Principe" di un'attualità disarmante e "Febbraio". 

Sul sito amatoriale www.aliceweb.net si potranno avere notizie di Alice e su http://aliceweb.altervista.org/articolo3ottobre2003.htm si trova una foto di Pier Paolo Pasolini con il link a Pagine Corsare. 
Di seguito sono citati sia i testi pasoliniani, sia l'autore della musica.

Al Principe [Testo P.P. Pasolini - Musica Di Martino]
Se torna il sole/ Se discende la sera/ Se la notte ha un sapore di notti future/ Se un pomeriggio di pioggia sembra tornare/ Dai tempi troppo amati mai avuti del tutto/ Io non sono più felice/ Di goderne né di soffrirne/ Perché non sento più davanti a me tutta la vita/ Per essere poeti/ Bisogna avere molto tempo/ Ore e ore di solitudine/ Sono il solo modo perché si formi qualcosa/ Che è forza, abbandono, vizio e libertà/ Per dare stile al caos/ Io di tempo ormai ne ho poco/ Per colpa della morte/ E un po' anche di questo mondo/ Così umano che ai poveri toglie il pane/ Ai poeti, la pace/ Per essere poeti/ Bisogna avere molto tempo/ Ore e ore di solitudine/ Sono il solo modo perché si formi qualcosa/ Che è forza, abbandono, vizio e libertà/ Per dare stile al caos.

Febbraio [Testo P.P. Pasolini- Musica Di Martino]
Trasparente come l'anima/ un giorno di febbraio allineava nell'azzurro i campi nudi/ i monti, il mare/ E' venuta l'estate, e piena come un corpo/ ha ricoperto tutto/ ogni angolo era una tana/ Poi è tornato febbraio/ Dunque era il tornare che faceva del tempo un nulla/ un bene e un male/ E dentro quel cerchio/ l'amore per se stessi trovava che tutto gli assomigliava/ Poi è tornato febbraio/ Dunque era il tornare che faceva del tempo un nulla/ un bene e un male/ E dentro quel cerchio/ l'amore per se stessi trovava che tutto gli assomigliava/ Dentro quel cerchio/ l'amore per se stessi trovava che tutto gli assomigliava.

Alice aveva già interpretato alcuni anni fa (1992) una prima poesia di Pasolini "La Recessione" estratta da "La meglio gioventù" e contenuta nell'album "Mezzogiorno sulle Alpi":

La recessione [Testo P.P. Pasolini - Musica Di Martino]
Rivedremo calzoni coi rattoppi/ rossi tramonti sui borghi/ vuoti di macchine/ pieni di povera gente che sarà tornata da Torino o dalla Germania/ I vecchi saranno padroni dei loro muretti come poltrone di senatori/ e i bambini sapranno che la minestra è poca e che cosa significa un pezzo di pane/ E la sera sarà più nera della fine del mondo e di notte sentiremmo i grilli o i tuoni/ e forse qualche giovane tra quei pochi tornati al nido tirerà fuori un mandolino/ L’aria saprà di stracci bagnati/ tutto sarà lontano/ treni e corriere passeranno ogni tanto come in un sogno/ E città grandi come mondi saranno piene di gente che va a piedi/ con i vestiti grigi/ e dentro gli occhi una domanda che non è di soldi ma è solo d’amore/ soltanto d’amore/ Le piccole fabbriche sul più bello di un prato verde/ nella curva di un fiume/ nel cuore di un vecchio bosco di querce/ crolleranno un poco per sera/ muretto per muretto/ lamiera per lamiera/ E gli antichi palazzi/ saranno come montagne di pietra/ soli e chiusi com’erano una volta/ E la sera sarà più nera della fine del mondo/ e di notte sentiremmo i grilli o i tuoni/ L’aria saprà di stracci bagnati/ tutto sarà lontano/ treni e corriere passeranno/ ogni tanto come in un sogno/ E i banditi avranno il viso di una volta/ con i capelli corti sul collo/ e gli occhi di loro madre pieni del nero delle notti di luna/ e saranno armati solo di un coltello/ Lo zoccolo del cavallo toccherà la terra leggero come una farfalla/ e ricorderà ciò che è stato il silenzio il mondo/ e ciò che sarà. 


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