La voce parla a sua madre
Le accarezza la testa candida
Addolcisce Susanna per un CD intero
Al tepore di una moquette sonora sparsa
Sugli scaffali sulle sedie sul tavolo
Sui libri sugli astanti
Sulle notti di Bibli
I quartieri a Venezia si chiamano sestieri
Vale la regola non del quattro ma del
sei
Poi uno si fa il conto che il sei e il
quattro
Si spartiscono il due e sente
Che dentro qualcosa
Può anche andargli a posto
I sestieri sono sei
Per cambiare – il Lido è fuori
Da questo esasistema mentre io
Ci stavo dentro – Dorsoduro
Mi bastavano trenta minuti di vaporetto
Per uscirne
Come Pasolini
Ritratto indelebilmente per sempre
Mentre approda in motoscafo al Palazzo
del Cinema
Coi fanali neri e i capelli al vento
A un passo dall’irruzione in Sala Grande
©DaniMat2000