."Pagine
corsare"
.I
contributi dei visitatori
Silvio Parrello
ovvero, il Pecetto e i "ragazzi
di vita"
Il
Riccetto, il Traballa, il Lenzetta, il Pecetto, il Caciotta, il Picchio,
il Piattoletta... una galleria di personaggi che enon si dimenticano quella
che Pier Paolo Pasolini ha delineato in Ragazzi di vita. Il regista
Gianluca Bottoni ha ideato uno spettacolo (scene di Renzo Vespignani, costumi
di Marcella De Marchis Rossellini, musiche Ettore de Carolis) su Pasolini
e i "ragazzi di vita": è andato a cercare gli "ex-ragazzi" nel quartiere
di Donna Olimpia: "Prospettiva Pasolini" è il titolo del progetto
che intende toccare tutti i luoghi romani dei romanzi di Pasolini utilizzandoli
come scenografie naturali. La scuola Giorgio Franceschi ha ospitato nello
scorso mese di novembre lo spettacolo, "I Ragazzi del '51", dal romanzo
Ragazzi
di vita di Pier Paolo Pasolini.
Dal romanzo di Pier Paolo Pasolini:
"Non restava che andare a
Donna Olimpia facendo il giro di Monteverde Nuovo. Agnoletto e il Riccetto
ritornarono al Ponte Bianco, dove c’era sempre più gente, e partirono
su per la scesa della Circonvallazione Gianicolense, portandosi sulla canna
un po’ per uno, e facendosi dei lunghi pezzi a piedi, quando la scesa era
troppo ripida. C’erano almeno due chilometri da fare per arrivare alla
piazza di Monteverde Nuovo, e poi un altro mezzo chilometro in discesa,
attraverso i prati, le caserme degli sfrattati e i cantieri, per arrivare
giù a Donna Olimpia, dall’altra parte."
[...]
"Il Riccetto abitava alle scuole elementari
Giorgio Franceschi: Venendo su dalla strada del Ponte Bianco, che a destra
ha una scarpata con in altro le case di Monteverde Vecchio, si vede prima
a sinistra, affossato nella sua valletta, il Ferrobedò, poi s'arriva
a Donna Olimpia, detta pure i Grattacieli. E il primo edificio a destra,
arrivando, sono le scuole."
Le stesse scuole, appunto, dove si è
tenuto lo spettacolo diretto da Gianluca Bottoni. Ma chi erano, nella realtà,
quei "ragazzi di vita" narrati con tanta maestria da Pier Paolo Pasolini?
E chi sono oggi? "Vecchi, ma irriducibili", li definisce in un suo servizio
su "L'Espresso" di qualche mese fa Attilio Giordano.
"Era
una caldissima giornata di luglio. Il Riccetto che doveva farsi la prima
comunione e la cresima, s'era alzato già alle cinque; ma mentre
scendeva giù per via Donna Olimpia coi calzoni lunghi grigi e la
camicetta bianca, piuttosto che un comunicando o un soldato di Gesù
pareva un pischello quando se ne va acchittato pei lungoteveri a rimorchiare
[...]".
Sono le prime righe di Ragazzi di
vita.
I "ragazzi di vita" il libro l'hanno
letto? "L'ho comprato... ma che leggevamo a fare?", risponde Riccetto:
"Quelle cose noi le sapevamo... Rubavamo, come no. Per mangiare. Cetrioli
dagli orti o gomme di automobile, ferro, tutto quello che si poteva rubare...
Si andava al carcere di San Michele, a Porta Portese..."
Anche
Oberdan - sì, Oberdan era proprio il suo vero nome - non ha
mai letto il libro di Pasolini. Con Pecetto e tutti gli altri ha fatto
politica nel quartiere: manifestazioni per difendere l'occupazione delle
case, scontri con i celerini... "Io ho avuto un partito solo", dice e indica
la sezione DS. "Voglio dire, il Pci", conclude. "Comunisti per vita, per
ingiustizie subite, perché la polizia era quella che picchiava,
sgomberava, arrestava", precisa Attilio Giordano.
Cippichetto
è descritto in Alì dagli occhi azzurri, il libro che
contiene, tra altre, molte pagine preparatorie di Ragazzi di vita.
Lui, Pasolini lo ricorda molto bene:
"Mi veniva a prendere a scuola: lo vedevo lì, all'uscita. Avrà
avuto trent'anni. Mi dava cinquecento lire, che erano tante, e lo facevamo
giocare con noi a pallone. Pasolini si toglieva le scarpe e si metteva
gli scarpini da calcio che aveva portato in un sacchetto. Poi si toglieva
la camicia e restava in canotta. Giocava duro..."
Anche
Alvaro (Rocco Fulcinidi, Alvaro era il nome di suo fratello) era uno sportivo:
si è dedicato a lungo al pugilato. Non ha mai pensato di leggere
il libro, ma Pasolini lo ricorda: "... ci diceva 'Sto scrivendo un libro
su voi ragazzi'...".
Gran parte di loro, dei "ragazzi",
abitavano al quartiere di Donna Olimpia. Nel cuore di Donna Olimpia, in
via Federico Ozanam n. 134, all’entrata di un piccolo locale, Lo Scrittoio,
dove da anni lavora il pittore-poeta Silvio Parrello. La targa che Parrello
ha dedicato a Pasolini reca scritta una frase densa di affetto e riconoscenza:
"In questo quartiere nacque il famoso romanzo Ragazzi di vita di
Pier Paolo Pasolini cittadino di Monteverde".

Pagine corsare è già
da tempo in contatto con Silvio Parrello. Lui, tra i "ragazzi di vita",
era "il Pecetto": ha scritto poesie per Pasolini, alcune delle quali già
riportate in questo sito. Altre vengono pubblicate qui di seguito.
Pasolini a Chia
Spesso nel viterbese
a Chia si recava
un piccolo paese
che lui tanto amava.
Vi scrisse molte cose
e lì vi meditava
guardando le distese
dove il gregge pascolava.
Il dialogo cortese
con chi vi abitava
nel giardino di mimose
dove spesso si incontrava.
Con Gli umili il marchese
con tutti conversava
ad ognuno la sua dose
di cultura iniettava.
Pagò a proprie spese
il modo in cui esternava
le sue pesanti accuse
che al potere indirizzava.
Lettere pericolose
lui di certo non tremava
con le mani ormai rugose
con le quali le firmava.
Commemorando P.P. Pasolini
Grigio il cielo di Fiumara
il sole non traspare
ferma giù la petroliera
il greggio a scaricare
È novembre si fa sera
noi qui a ricordare
di fronte la scogliera
con le onde a spumeggiare.
Prende il largo la lampara
e un aereo su passare
la luna come allora
ritorna a illuminare.
L'emozione è forte ancora
ci continua a toccare
dorme già la capinera
e la notte scende a mare.
P.P. Pasolini a Donna Olimpia
Il suo amico attore
che gli abitava accanto
gli insegnò a guidare
la sua nuova "seicento".
In questo quartiere
che sembrava un dipinto
dove il poeta e scrittore
da Ciampino era giunto.
Lo cominciò a frequentare
ne fu subito avvinto
iniziando a narrare
il suo famoso racconto.
Noi qui a ricordare
quel lontano frammento
un pensiero d'amore
a quel grande talento
che fece sognare
noi ragazzi in fermento
mentre lui a segnare
la storia e il momento.
La verità fa paura?
Si era cacciato
dentro il labirinto
delle stragi di Stato
Pasolini troppo avvinto
così venne pedinato
e giunse il momento
a Fiumara intrappolato
e ucciso a tradimento.
Il ragazzo fu incastrato
reo confesso spinto
forse minacciato
a questo sono giunto.
Da tempo già pensato
oggi più convinto
da quando ho affrontato
con passione l'argomento.
Quel delitto del passato
sembrava ormai spento
invece è ritornato
e soffia come il vento.
A una porta ho bussato
non certo di un convento
ma del celebre avvocato
che curò l'incartamento,
All'inizio interessato
poi il ripensamento
di colpo si è bloccato
forse un ammonimento?
Qualcosa in lui celato
che ancora fa spavento
che io ho toccato
e messo in movimento
[da Poesie per Pasolini, di
Silvio Parrello]
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