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Stephen Cachia
Al di là...
(pezzo recitato dall'anima di un poeta)

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Ho scritto dei versi (originalmente in Maltese, poi tradotti in Italiano) ispirati da (e dedicati a) Pier Paolo Pasolini. In questo pezzo che ho voluto chiamare: "Al di là… - pezzo recitato dall'anima di un poeta", scrivo delle "parole" e delle "immagini" proposte da, appunto, Pier Paolo stesso. Parole scritte dal poeta si mescolano a scene dalla sua vita (la fuga dal Friuli a Roma, l'uccisione a Ostia) e dalle sue opere (in particolare Edipo Re, ma anche l'Orestiade) per produrre un richiamo alla realtà, che abbiamo tutti un po' perso negli ultimi decenni.
 
 

Al di là...
(pezzo recitato dall'anima di un poeta)

a Pier Paolo Pasolini
Al di là di questi versi,
di tutte queste parole,
c'è l'ultima immagine
e questa volta
questa immagine
è quella reale.

Sono l'anima della tragedia
conosciuta come Sofocle.
Sono nato sulle montagne
in una famiglia un po' fascista
il padre militare,
la madre dolce poetessa della vita.
Pura vita che non è più vita
ma pura e assetata voglia di vita.

Dopo la guerra
sono scappato verso la Città Eterna
per scrivere un manifesto per un nuovo teatro
e poi nel cercare l'amore
morire sulle spiagge abbandonate
tra i campi sacri
abitati solo da corpi senza anima
fuori dalla città di Atena.

Dipingetela quest'ultima scena in chiaroscuro!
Immaginatela davanti agli occhi
come in una pittura del Caravaggio
o qualche affresco di Giotto,
un film di Godard o di Pasolini!

Ora sono risorto
dal profondo silenzioso dell'oscurità
per far sì
che non dimentichiate mai
la realtà dei corpi
che furono distrutti
dalle vostre parole.

Non dimenticate mai i giorni della luce
i giorni della resistenza!

Perche sì,
al di là
di questi versi,
di questi rituali e
di queste recite
ci sono i corpi
che voi avevate distrutto
ma che FURONO QUI
e poi finirono…
… al posto loro
ora c'è soltanto
la loro immagine
questa umile fantasia!

Dunque nel nome di tutti questi corpi perduti,
non dimenticate mai i giorni della luce,
i giorni della resistenza!
La pura e disperata voglia di verità!

Come disse il saggio poeta:
"la morte vera non è nel non poter comunicare
ma nel non poter più essere compresi…"

Solo così si ritorna a sognare,
a vivere...

9 gennaio 2002









 


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