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Saggistica Yuri Sartori
. Incuriosito
dalla mia coscienza ho letto alcuni scritti di Primo Levi. Ebbene, leggendo
il capitolo "L'ultimo" da "Se questo è un uomo" ho pensato proprio
a te, Pier Paolo. Tu durante la tua vita e più ancora durante la
tua morte sembravi dire: "Compagni, io sono l'ultimo" e proprio le persone
medie - che tu odiavi tanto - hanno risposto con freddezza, rassegnati.
(Tra parentesi: Primo Levi diceva che bisogna diffidare da tutti i profeti - "poiché è difficile distinguere i profeti veri dai falsi". Io non credo che tu possa essere etichettato come profeta, complesso come eri; ma altri lo fanno, perciò dico che le tue parole devono essere considerate in quanto difficili, polemiche eppure sincere. Chiusa parentesi). Abbiamo risposto con rassegnazione ma ora se ci ci guarda intorno, possiamo dire che su molte cose avevi ragione. Hai dimostrato che nell'essere se stessi con un attimo di coscienza - si finisce per restare soli. E allora siamo soli, siamo morti (perchè nessuno ci può comprendere), siamo stati strumentalizzati. Ma sotto sotto dentro di noi rimane una cultura di amore per la vita, che sebbene il potere ci ucciderà fisicamente o mentalmente, resterà. Così solo ora capisco a distanza di un paio di decenni cosa mi volevi dire. Grazie, di cuore. P.S. Citazione mia: «Dopo i campi di concentramento nazisti, della cattiveria dell'uomo non ci si può stupire. Ma indignarsi sì, ed è doveroso». |
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