Pier Paolo Pasolini -
Il cinema
Il Decameron
ANDREUCCIO DA PERUGIA



| [...] Laonde la fanticella
a casa di costei il condusse, la quale dimorava in una contrada chiamata
Malpertugio, la quale quanto sia onesta contrada il nome medesimo il dimostra.
Ma esso, niente di ciò sappiendo né suspicando, credendosi
in uno onestissimo luogo andare e a una cara donna, liberamente, andata
la fanticella avanti, se n'entrò nella sua casa [...]
Era il caldo grande: per
la qual cosa Andreuccio, veggendosi solo rimasto, subitamente si spogliò
in farsetto e trassesi i panni di gamba e al capo del letto gli si pose;
e richiedendo il naturale uso di dovere diporre il superfluo peso del ventre,
dove ciò si facesse domandò quel fanciullo, il quale nell'uno
de' canti della camera gli mostrò uno uscio e disse:
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| [...] Andreuccio temendo
v'entrò, e entrandovi pensò seco: - Costoro mi ci fanno entrare
per ingannarmi, per ciò che, come io avrò loro ogni cosa
dato, mentre che io penerò a uscir dall'arca, essi se ne andranno
pe' fatti loro e io rimarrò senza cosa alcuna - . E per ciò
s'avisò di farsi innanzi tratto la parte sua; e ricordatosi del
caro anello che aveva loro udito dire, come fu giù disceso così
di dito il trasse all'arcivescovo e miselo a sè; e poi dato il pasturale
e la mitra è guanti e spogliatolo infino alla camiscia, ogni cosa
diè loro dicendo che più niente v'avea.
Costoro, affermando che esser vi doveva l'anello, gli dissero che cercasse per tutto: ma esso rispondendo che non trovava e sembiante facendo di cercarne, alquanto li tenne ad aspettare. Costoro che d'altra parte eran sì come lui maliziosi, dicendo pur che ben cercasse preso tempo, tirarono via il puntello che il coperchio dell'arca sostenea, e fuggendosi lui dentro dall'arca lasciaron racchiuso. [...] |
