Pier Paolo Pasolini -
Il cinema
Il Decameron
L'ALLIEVO DI GIOTTO
2 / 2
L'allievo di Giotto-Pasolini osserva
compiaciuto...


... i personaggi e lo scenario di
una prossima novella, quella di Caterina da Valbona
| [...] in Romagna fu un cavaliere assai da bene e costumato, il qual fu chiamato messer Lizio da Valbona, a cui per ventura vicino alla sua vecchiezza una figliuola nacque d'una sua donna chiamata madonna Giacomina, la quale oltre ad ogn'altra della contrada, crescendo, divenne bella e piacevole; e per ciò che sola era al padre e alla madre rimasta, sommamente da loro era amata e avuta cara e con maravigliosa diligenza guardata, aspettando essi di far di lei alcun gran parentado. |

| In uno stanzone nudo, intorno al loro nudo tavolo con scodelle, pani e posate "giottesche" davanti, stanno i frati francescani: sono evidentemente impazienti e affamati. Ma stanno altrettanto evidentemente aspettando qualcuno, il cui posto al tavolo, accanto al Superiore, è vuoto... I fraticelli sospirano... Ma ecco che finalmente, col passo frettoloso di chi si sente colpevole ma scusabile, arriva Giotto [l'allievo di Giotto]... |

| Ma l'allievo di Giotto è immerso nella sua immaginazione creatrice, che evidentemente lavora con fervore: pian piano, le cucchiaiate di Giotto seguono il suo ritmo, e, con stupore e leggero scandalo dei fraticelli, egli comincia a mangiare a una velocità impressionante. |

| [L'allievo di Giotto] arriva veloce davanti alla parete dell'abside che sta dipingendo: davanti ci sono le impalcature una scala. Egli sale veloce la scala, fermandosi dopo i primi due o tre pioli, e facendo un fischio alla pecorara. I garzoni stavano facendo la loro pausa, con le loro pagnottelle e il loro vinello. Uno, anzi, stava canticchiando pigramente e uno dormiva. Al fischio, tutti balzano in piedi e corrono al lavoro, porgendo a Giotto arnesi e vasi di colore. In cima all'impalcatura [l'allievo di Giotto] sta furiosamente dipingendo il dolce volto di un angelo (o la faccia di un ladrone), ispirato. |
