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Cinema DOSSIER LA RABBIA DI PASOLINI
Il "duello", come vedremo, in realtà fu un espediente raffazzonato dal produttore del film, Gastone Ferranti, dopo che Pasolini aveva già terminato il montaggio di un lungometraggio. Raffazzonato, va detto, con l'assenso concesso (sia pure a malincuore) dallo stesso Pasolini. Come dimostrano i documenti (1), La rabbia fu infatti un progetto ideato dal poeta-regista per un lungometraggio di cui avrebbe appunto dovuto essere l'unico autore. La parte di Guareschi fu quindi un "corpo estraneo" giustapposto al film di Pasolini dopo che questi aveva dovuto ridurlo presumibilmente di quasi metà. Sfruttando questa trovata pubblicitaria, Ferranti sperava di raddoppiare le opportunità commerciali del film, "vendendo" l'abbinamento di due nomi che, nelle sue speranze, avrebbero dovuto attirare il pubblico di sinistra come quello di destra. Se pensava di rassicurare la censura grazie alla presenza di Guareschi, mal gliene incolse (l'autore di "Don Camillo", in questo, fu un buon profeta perché aveva previsto che il film avrebbe avuto delle difficoltà proprio a causa della sua parte). .
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Come si è potuto constatare
dalla penosa e triviale polemica sorta ai primi dello scorso settembre,
alcuni giornalisti italiani continuano tuttora a credere (o a voler far
credere) a quella che fu soltanto una rozza trovata pubblicitaria (2).
Infatti esula dal loro metodo di lavoro l'esigenza di documentarsi in modo
appropriato e rigoroso sulla materia di cui scrivono. In questo caso, però,
hanno dimostrato che esula dal loro metodo anche l'esigenza di vedere il
film (La rabbia di Pasolini) di cui parlano, prima di scriverci
sopra alcunché. Questo conferma l'incompetenza focomelica che caratterizza
un certo giornalismo italiano. Hanno, del resto, un illustre predecessore
nello stesso Guareschi che denigrò La ricotta di Pasolini (3)
senza prima avere avuto lo scrupolo di vederlo.
Di vero, in quel "duello", c'era soltanto il trailer pubblicitario in forma di lettera aperta che fu prodotto e sfruttato per il lancio del film, una sorta di videolettera ante litteram che Pasolini e Guareschi avevano accettato di indirizzarsi reciprocamente (4), a distanza e senza mai incontrarsi, oltre alle incongrue e goffe fotografie pubblicitarie per cui (sempre a distanza) avevano accettato di posare entrambi. ______
1
Cfr. i documenti conservati nell'Archivio Pasolini presso l'Archivio contemporaneo
"Alessandro Bonsanti" del Gabinetto Vieusseux di Firenze, nel Centro Studi
- Archivio Pier Paolo Pasolini della Cineteca di Bologna e nell'Archivio
Guareschi di Roncole Verdi.
SU "LA RABBIA DI PASOLINI" VEDI ANCHE IN "PAGINE CORSARE":
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