"Pagine
corsare"
Notizie
Santarcangelo dei Teatri
International Theatre
Festival
Dedicata a Pasolini l'edizione
2-11 luglio 2004
[da Piero
Lucarelli]

Santarcangelo dei Teatri
è un festival internazionale dedicato alla scena contemporanea.
Produce e promuove opere di teatro e di danza, con una particolare attenzione
ad esperienze interdisciplinari e a dinamiche di cooperazione internazionale.
Coniuga un’apertura a tutto campo alle aree di vitalità della nuova
scena europea con un forte radicamento sul territorio e una costante cura
del confronto tra la creazione italiana e quella straniera, in una prospettiva
di incontro e di lavoro piuttosto che di presentazione di opere.
Una
dedica
Il festival 2004 Santarcangelo
dei Teatri (2-11 luglio) è dedicato a Pier Paolo Pasolini. Nella
sua figura, ancora oggi irriducibile alle revisioni pacificatorie, la nuova
scena italiana sembra trovare, aldilà delle dirette ispirazioni,
il doloroso conforto del confronto con un maestro. Maestro per la purezza
del pensiero, ma anche fratello per il senso di impotenza che ci coglie
di fronte alla realtà, Pasolini ci ha ostinatamente accompagnati
nella progettazione di questa edizione di Santarcangelo dei Teatri.
La sua esortazione «ad
essere continuamente irriconoscibili», a «continuare imperterriti,
ostinati, eternamente contrari, a pretendere, a volere, a identificarvi
con il diverso, a scandalizzare, a bestemmiare» è stata più
che un’indicazione di metodo. Ci ha spinti a non cercare rifugio in nomi
facili da spendere e a spendere tutto il nostro credito in quegli artisti
che, al nostro sguardo, paiono mettersi in gioco indipendentemente dalla
loro età, dai temi che frequentano e dalla lingua che parlano. Ci
ha esortati a insistere sui linguaggi musicali della diversità e
della molteplicità che si esprimono attraverso le tradizioni popolari
e le culture nomadi.
Per
questo il festival presenta artisti tanto diversi, accomunati però
da «una disperata vitalità» (ancora Pasolini) che non
rinuncia a cercare musiche, parole e azioni capaci di proteggerci «dalla
fame, dal freddo, dalla morte» (ma questo è Alberto Giacometti
che spiega perché dipinge).
Per questo gli spettatori
si imbatteranno in spettacoli che durano dieci minuti o sei ore, spettacoli
da attraversare senza fermarsi o in cui sostare a intermittenza, magari
vagando in un campo di mais o in una cava abbandonata, testimoni ancora
una volta dell’impossibile tentativo di afferrare la realtà.
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Silvio Castiglioni,
Silvia Bottiroli,
Massimo Eusebio, Andrea
Nanni
* * *
Santarcangelo di Romagna
Santarcangelo si trova nel
limbo della zona, sospesa fra mare, Appennini e piattume padano, fra il
Rubicone e la Linea Gotica, a cinque minuti d’auto dal luna park più
alienante d’Europa (è lungo cinquanta chilometri, e dentro se ci
credi sembra come d’essere in tivù). A Santarcangelo c’è
un centro medievale in cima al colle; a molti ricorda l’Umbria o il Montefeltro,
a qualcuno addirittura anche l’Alfama di Lisbona, coi giardini, i sentieri,
i muretti. Comunque c’è il castello e c’è la torre, ci sono
le mura; ci sono chiese e monasteri, e ci sono pure tanti comunisti che
si nutrono di bambini. >>>
(continua sul sito del Festival)
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