A distanza di più
di quarant’anni dal film Il Vangelo secondo Matteo Giovanna Gammarota
è andata nei luoghi dell’Italia meridionale scelti da Pasolini per
ambientarvi la vita di Gesù. Ciò che l’ha spinta a seguire
le tracce del Vangelo non è stato il banale desiderio di
mostrare le bellezze di tali paesaggi, ma il bisogno di verificare fisicamente,
emozionalmente, se tali luoghi avevano conservato oppore no la forza ancestrale
che comunicavano nel film. Ne sono nate immagini volutamente semplici e
dirette, che accolgono il trascorrere lento del tempo, ma proprio per questo
si caricano di memorie, si rivelano capaci di ascoltare i silenzi della
terra e il linguaggio delle cose. Immagini che ci dimostrano che “quel
paesaggio è ancora lì intatto” - come lei stessa racconta.
Gigliola
Foschi
.
Giovanna Gammarota,
Sopraluoghi in Lucania
Sulle tracce del Vangelo secondo
Matteo di Pier Paolo Pasolini
40 stampe originali di Giovanna
Gammarota
10 fotografie di Angelo
Novi, fotografo di scena del Vangelo secondo Matteo
18 settembre-13 ottobre 2007
Sala del Centro Culturale
di Milano, via Zebedia, 2 [MM3 Missori]
ingresso gratuito
da lunedì a venerdì
10,00-13,00 / 15,00-18,00
sabato 15,00-18,00
Per ulteriori informazioni:
tel 02 86455162 -
cmc@cmc.milano.it
- www.cmc.milano.it
Inaugurazione martedì 18 settembre
2007 ore 18,30
Una silloge differente della
stessa mostra sarà esposta dal 17 al 29 settembre presso la libreria
Ulrico Heopli, Reparto Arti Visive, via Hoepli, 5 - Milano

Tra le «misure produttive
e artistiche» cui Pasolini si riferisce durante l’ultima stesura
della sceneggiatura del Vangelo secondo Matteo vi sarà il mutamento
dei luoghi del set: invece che nei villaggetti israeliani o giordani già
indicati, le scene del film verranno girate nell’Italia meridionale e (alcune)
nel Lazio. Così Gerusalemme sarà ricostruita tra i Sassi
di Matera, Nazareth nei dintorni di Potenza, Cafarnao a Massafra eccetera.
Una delle ragioni del cambiamento è, certamente, la modernità
di Israele; ma questa costrizione pratica finirà per diventare una
motivazione politico-poetica del film, instaurando un parallelismo tra
la povertà di Cristo e la povertà dei sottoproletari meridionali,
sineddoche di tutti i poveri del Terzo Mondo. Non a caso, parlando ai critici
parigini, Pasolini sosterrà che se fosse stato francese avrebbe
voluto girare Il Vangelo in Algeria.
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