|
|
|
per concessione di Graziella Chiarcossi nel novembre 2000 L'inedito è apparso
su "Repubblica" con il titolo
L'Italiano è ladro
è un romanzo in versi incompiuto, composto tra il 1949 e il '50,
* * *
Sono felice per questa impressione. La poesia è dunque un atto liberatorio, unicamente? E irrazionale? Non lo so. Comunque deve dare un oggetto; ed eccolo qui finalmente l'oggetto, l'escremento oggettivato (ma, per assurdo, da considerarsi ancora nutriente: tutte le metafore hanno il loro punto debole). Ricordo di aver letto in un libro di pedagogia psicanalitica che un bambinello ha conservato gelosamente un pezzettino della sua cacca per donarla a un'infermiera a cui era particolarmente grato e affezionato. Quel dono era divenuto per lui "oggetto prezioso". Irrazionalità, necessità, oggettivazione: sono queste le fasi di un'opera d'arte? Non lo so, ripeto. Io ho cominciato a scrivere versi a sette anni; un vero caso di precocità, sì che lo scrivere versi è divenuto una pura e semplice abitudine, e non ho mai avuto bisogno di giustificazioni o di ragioni. Ne ho lette presso tutti i poeti (a caso: Rilke, la Woolf, Jiménez, Hofmannsthal, Ungaretti, Eliot, Leopardi, Pascoli, Machado, Saba, Mac Neice, Maritain, Cocteau, Valéry, Mallarmé ecc. ecc.) e le ho trovate tutte perfette. Ora che il poema si è fatto, bisognerà vedere di che cosa si tratta. Sì, tutte le poetiche sono buone, ma sono le tecniche quelle che contano. [...] Forse in Dino c'è soltanto l'eterno conflitto contro la tradizione? Può darsi: egli ne è certo inconsapevole, ma, poiché chi gli presta, con un movimento di regresso e poi di recupero, la coscienza sono io, posso avanzare sia pure timidamente l'ipotesi che questo conflitto sia aggravato da una particolare crisi del mondo, tra il pensante e il pensabile; una crisi di tutto l'uomo, di cui, se la crisi economica denunciata dal marxismo è l'origine, le varie crisi filosofiche, poetiche, scientifiche (e non la crisi dell'Italia, la crisi dell'Europa) non sono che aspetti. Deve entrare nella nostra forma mentis tutto un nuovo edificio di idee, alcune delle quali hanno già implicitamente trasformato il mondo, mentre noi topicamente, sensualmente continuiamo a pensarlo secondo la figura tradizionale. Solo alcuni pionieri (Einstein, Fermi, JoliotCurie in un dato campo) sono in linea col nuovo modo di concepire; ma essi non sono né filosofi né poeti, dopo aver ricapito il mondo, non hanno tempo per modificarlo nelle coscienze altrui, che sole lo potranno rinnovare. In questo limbo che precede l'Era atomica (di cui non possiamo prevedere un bel niente) ci sono milioni di europei tenacemente radicati nell'era attuale (Cristiana? Ma il suo antagonista, allora, più che l'Atomo dovrebbe essere il Comunismo, si dice; e può darsi). Costoro si preparano tranquillamente a prendere il posto delle scimmie nella nuova graduazione biologica; e quest'ultima trovata (degna di Indro Montanelli) sarebbe per caso il motivo ispiratore del mio poema? Io pornografo? Santo cielo.
Questo era imprevisto. Riprendendo L'Italiano è ladro ex
abrupto, mi son visto capitare sotto gli occhi certi moccoli... Un mio
amico mi parlava di un pornografo timido, americano, che aveva scritto
un libro mettendo dei puntini al posto delle parole indecenti. In questo
senso no, non sono un pornografo timido; lo sono in un altro senso, dato
che arrossisco violentemente a dire forte le mie parolacce, io che fino
a ventun o ventidue anni non ho mai detto a voce alta una parola del gergo
osceno, e ora, se proprio mi arrischio, devo essere tra amici, e con almeno
mezzo di bianco nello stomaco. Chissà come suonano alle orecchie
di un lettore queste oscenità (non parlo, Dio me ne guardi, del
lettore benpensante dell'Italia cretina); spero comunque che abbiano un
buon accento friulano, emiliano, lombardo, o, insomma, nostrano.
|
|
|
|
|