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INVITO ALLA LETTURA. BRANI DALLE OPERE DI DA
Progetto per un film
su san Paolo
Quanto alla composizione del film, io penserei di farne una «tragedia
episodica» (secondo la vecchia definizione di Aristotele): poiché
appare evidentemente assurdo raccontare la vita di San Paolo per intero.
Si tratterà di un insieme di episodi significativi e determinanti,
raccontati in modo da includere il più possibile anche gli altri.
1) Il martirio di Santo Stefano Siamo a Parigi, durante l’occupazione nazista. Tra i francesi, alcuni sono collaborazionisti, altri protestano passivamente, altri ancora che resistono con le armi (gli Zeloti). San Paolo, fariseo, è un borghese profondamente inserito nella sua società, per lunga tradizione familiare: egli si oppone al dominio straniero unicamente in nome di una religione dogmatica e fanatica. Egli vive in uno stato di inconsapevole insincerità, che, nella sua anima fatta per essere sincera fino allo spasimo, si fa tensione quasi folle. I fatti del processo e della morte di Stefano si svolgono esattamente come sono narrati negli Atti degli Apostoli - con l’integrazione delle altre testimonianze storiche. Nessun fatto, nessuna parola sarà inventata o aggiunta. Solo che, naturalmente, si tratterà invece che di una lapidazione antica, di un atroce linciaggio moderno. Ma Stefano morente pronuncerà le stesse parole di perdono. E Paolo le ascolterà presente all’esecuzione, a rappresentare l’ufficialità, che crede, in tal modo, di liberarsi della verità che viene a distruggerla. 2) La folgorazione Come negli Atti degli
Apostoli, Paolo chiede di andare a continuare la persecuzione cristiana
a Damasco. Questa è una città fuori dal dominio nazista -
potrebbe essere in Spagna: per esempio Barcellona - dove si sono rifugiati
Pietro e gli altri fedeli di Cristo. La traversata del deserto è
così la traversata di un deserto simbolico: siamo per le strade
di una grande nazione europea, le campagne del Sud della Francia, e poi
i Pirenei, e poi la Catalogna, perdute nel fondo senza speranza della guerra
- in un silenzio, che può essere reso reale e tangibile rendendo
completamente muta la colonna sonora del film: così da dare fantasticamente,
e in modo ancora più angoscioso della realtà, l’idea del
deserto. In una qualsiasi di queste grandi strade piene di traffico e dei
soliti atti della vita quotidiana, ma perdute nel più totale silenzio
- Paolo è colto dalla luce. Cade, e sente la voce della vocazione.
3) Idea di predicare ai Gentili È quello che nelle
«sceneggiature» si chiama «risvolto». Paolo torna
verso i suoi nuovi amici, già santo, trascinato da un impeto di
amore e di ispirata volontà, quando una sua stessa idea rovescia
la situazione e crea nuove terribili difficoltà e prospettive del
tutto nuove: è una vera rivoluzione nella rivoluzione. Vorrei ricostruire
il momento concreto (magari inventandolo, se non esiste una testimonianza
diretta) in cui è scesa in San Paolo la nuova luce ispiratrice.
4-5-6) Avventure della predicazione Una serie di tre o quattro episodi «tipici» della prima parte della predicazione: «tipici» e quindi rappresentativi anche di intere serie di altri episodi che non possono essere narrati. Per la serie degli episodi dell’evangelizzazione delle persone appartenenti alle classi agiate e colte, si potrebbe trascegliere la predicazione ad Atene (che abbiamo detto di sostituire, per analogia, con la moderna Roma, scettica, ironica, liberale); mentre per la serie degli episodi dell’evangelizzazione della gente semplice, si potrebbero trascegliere due storie, una che riguarda gli operai o artigiani, l’altra il sottoproletariato più sordido e abbandonato: ossia la storia dei fabbricanti di «souvenirs» d’argento del tempio (credo) di Venere, che vedono diminuire i loro guadagni in seguito al discredito di quel tempio meta di pellegrinaggi; e la storia di quel gruppo di poveri diavoli che, per sbarcare il lunario, fingono di saper scacciare il demonio dagli indemoniati, come Paolo e in nome di Paolo, mentre non ci riescono, e finiscono male ecc. ecc. 7) Il sogno del Macedone Gli episodi che ho descritto
nel paragrafo precedente potrebbero tutti accadere in Italia: ora Paolo
prosegue verso il Nord. Il sogno del Macedone può essere quindi
sostituito per analogia da un «sogno del Tedesco».
8) La passione religiosa e politica da Gerusalemme a Cesarea Paolo è di nuovo a Gerusalemme (Parigi). Comincia qui quella concatenazione di episodi violenti e drammatici, che sono troppo noti perché debba anche sommariamente riassumerli: si tratta della serie di sequenze più drammatiche del film — che si concludono a Cesarea (Vichy) con la richiesta di Paolo di essere giudicato a Roma. 9) San Paolo a Roma È questo l’episodio più lungo e ricco del film. A New York siamo nell’ombelico del mondo moderno: lì l’«attualità» dei problemi è di una violenza e di una evidenza assolute. La corruzione dell’antico mondo pagano, mista all’inquietudine dovuta al confuso sentimento della fine di tale mondo - è sostituita da una nuova disperata corruzione, per così dire la disperazione atomica (la nevrosi, la droga, la contestazione radicale alla società). Lo stato d’ingiustizia dominante in una società schiavista come quella della Roma imperiale può essere qui adombrato dal razzismo e dalla condizione dei negri. È il mondo della potenza, della ricchezza immensa dei monopoli, da una parte, e dall’altra dell’angoscia, della volontà di morire, della lotta disperata dei negri, che San Paolo si trova a evangelizzare. E quanto più «santa» è la sua risposta, tanto più essa sconvolge, contraddice e modifica la realtà attuale. San Paolo finisce così in un carcere americano, e viene condannato a morte. La sua esecuzione non sarà descritta naturalisticamente (sostituendo, come al solito, per analogia, la decapitazione con la sedia elettrica): ma avrà i caratteri mitici e simbolici di una rievocazione, come già la caduta nel deserto. San Paolo subirà il martirio in mezzo al traffico della periferia di una grande città, moderna fino allo spasimo, coi suoi ponti sospesi, i suoi grattacieli, la folla immensa e schiacciante, che passa senza fermarsi davanti allo spettacolo della morte, e continua a vorticare intorno, per le sue enormi strade, indifferente, nemica, senza senso. Ma in quel mondo di acciaio e di cemento è risuonata (o è tornata a risuonare) la parola «Dio».
San Paolo: progetto per un film, in "Pagine corsare" * * * Paolo (Saulo) di Tarso (san Paolo) - Paolo è considerato da molti cristiani il più importante evangelizzatore ed anche per questo è detto "apostolo" (anche se non faceva parte del "gruppo dei dodici apostoli": infatti non conobbe Gesù durante la sua vita terrena e non seguì personalmente la sua predicazione), in quanto massimo diffusore del messaggio evangelico e certamente figura fondamentale nello sviluppo del cristianesimo. Paolo rappresenta un grande esempio di fede: in seguito ad un evento da lui stesso descritto miracoloso, per fede cambiò completamente ed improvvisamente la propria vita, dedicandosi esclusivamente alla diffusione del Vangelo di Gesù Cristo, fino alla morte (Roma, anno 67 d.C., dopo due anni di prigionia). A Gerusalemme fu testimone della lapidazione di Stefano: in questa fase è un attivo fariseo, ricoprendo vari ruoli di particolare rilievo: ebbe ad esempio il diritto di voto nel Sinedrio ebraico che giudicava le cause di maggiore rilevanza giuridica. Ricevette poi il compito di andare a Damasco ad imprigionare i cristiani di quella città. Fu particolarmente zelante e deciso contro la religione di Gesù, che cominciava a diffondersi e affermarsi. Più volte negli Atti degli Apostoli la voce stessa di Paolo racconta questo periodo: l'approvazione della lapidazione di Stefano, la persecuzione feroce contro i cristiani che faceva scovare, gettare in carcere, torturare e uccidere, dando loro la caccia anche in città straniere. Forse egli stesso si descrisse più sanguinario del vero, comunque la sua figura era divenuta un terrore per tutti i cristiani del tempo. Dagli scritti che gli sono attribuiti emerge l'immagine di un «uomo tutto d'un pezzo», incapace di compromessi, ardente ed impetuoso, portato ad arrivare in fondo alle cose di sua competenza senza risparmio e senza riserva di sé. Tale temperamento lo rese dapprima terribile persecutore dei Cristiani e poi, una volta convertito, instancabile diffusore del Cristianesimo in tutto il bacino del mar Mediterraneo, tra difficoltà, pericoli e fatiche di ogni genere e con uno zelo incontenibile. Secondo il suo stesso racconto, mentre si recava a Damasco per arrestare i cristiani fuggiti da Gerusalemme, sarebbe caduto a terra accecato da una luce intensa e sentendo la voce di Gesù che gli chiedeva il motivo della sua persecuzione. Da quel momento narra di essere rimasto cieco per tre giorni, senza mangiare e bere nulla, recuperando la vista solo dopo l'imposizione delle mani da parte di Anania, un cristiano inviato da Dio quale missus dominicus. Tale evento prodigioso lo cambiò totalmente e lo spronò a compiere la sua missione essendo stato chiamato direttamente dal Cristo. Secondo il racconto degli Atti degli Apostoli Anania stesso gli comunicherà che lui è stato scelto da Dio per evangelizzare il mondo. Dopo la conversione Paolo si ritirò per un tempo non precisato, nel deserto dell'Arabia a sud di Damasco. poi tornò a Damasco, dove iniziò a predicare ed evangelizzare. Tale evangelizzazione si compie nell'arco di 12 anni dal 45 al 57 e si snoda lungo tre successivi viaggi tutti iniziati dalla città di Antiochia. Tra il 61 e il 63 venne imprigionato, a Roma, poi assolto e messo in libertà. Tornò per qualche anno in Oriente. Non si sa con certezza dove fu nuovamente fatto prigioniero. Alcuni parlano di Troade, fondandosi sulla sua partenza precipitosa, altri che tornò libero a Roma e ivi fu fatto prigioniero. Fu decapitato nel 67, anno quattordicesimo del regno di Nerone, secondo Gerolamo ed Eusebio di Cesarea. Dionigi di Corinto, dice invece che morì contemporaneamente a Pietro. Il ruolo storico di San Paolo fu quello di allargare l'orizzonte di diffusione della fede in Cristo ai non Giudei, consentendo la non circoncisione dei credenti e il superamento del ritualismo ebraico; il superamento, inoltre, del concetto di esclusivismo tipico del popolo israelita che si sentiva unico depositario del "patto di salvezza" spalancava le porte a tutte le persone che desideravano diventare cristiane. [vedi due dipinti del Caravaggio sulla Conversione di Saulo] * * *
Sorge sulla via Ostiense, fu eretta da Costantino sulla tomba dell'apostolo Paolo, ma venne riedificata in assai più ampie dimensioni da Valentiniano II nel 386 e da Onorio nel 395. Nel corso della sua storia ebbe rifacimenti bizantini, rinascimentali e barocchi che purtroppo sono andati perduti dopo l'incendio del 1823. Risparmiato dalle fiamme, oggi, è ancora visibile l'arco trionfale risalente all'epoca di san Leone Magno (V sec.) e raffigurante Cristo tra due angeli cui si accompagnano, sul lato posteriore, i mosaici creati nel XIII secolo da Pietro Cavallini per la facciata della basilica. In primo piano, davanti alla basilica, la statua raffigurante san Paolo.
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Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, La conversione di Saulo
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