Saggistica - Libri su Pier Paolo Pasolini
 


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"Pagine corsare"
Saggistica

Bertrand Levergeois
Pasolini, l’alfabeto del rifiuto
256 pagine, 18,90 €
Les marches du temps – Éditions du Félin, Paris, 2005

Il 2 novembre 1975, Pier Paolo Pasolini viene trovato morto a Ostia, vicino a Roma. Crimine sessuale, politico o a scopo di rapina? Ci si è interrogati, malgrado la confessione del giovane Pelosi detto la Rana che si è limitato ad addossarsi quell’assassinio perpetrato in circostanze tuttora misteriose.

Pelosi fu condannato a nove anni di prigione, ma la sentenza d primo grado concluse che non aveva agito da solo. Il 7 maggio 2005, colpo di scena alla televisione italiana: l'assassino ritratta. Si dichiara innocente.

Chi ha ucciso Pasolini? Trent’anni più tardi, certi sperano che la riapertura dell’inchiesta permetta di saperlo.

Nell’attesa, ci resta il compito di far vivere Pasolini, per il quale "la morte non è nel non poter comunicare, ma nel non poter più essere compreso". Comprenderlo è dunque restituire senso alla sua decifrazione multiforme della realtà. Perché questa bestia da stile non ha mai smesso di sacralizzare e di dissacrare la realtà attraverso tutti i linguaggi; poesia, critica, teatro, cinema, pittura, filosofia, politica. Pedagogo della sovversione, ha sempre respinto ciò che rifiuta la realtà come linguaggio.

Pasolini è un alfabeto del rifiuto. Sillabiamolo.

Tale è l'invito di questo saggio dall’aspetto di un alfabeto trasversale che passa dall’ABIURA alla “ZONE” (*), senza dimenticare tutti i FASCISMI e la causa GAY. Da Accattone a Salò, il cinema di Pasolini è attraversato dalla poesia, il teatro, la pittura,... e viceversa. Dante affronta Petrarca e la nuova avanguardia, Cristo si richiama a Gramsci, e il Terzo Mondo attende il suo momento. Un alfabeto dove Pasolini, per la maggior parte del tempo, prende la parola e quasi sempre in maniera informale, mai rintracciabile prima; l'essenziale delle citazioni presentate in questo libro (dichiarazioni, poesie, brani critici, ecc.) è infatti inedito in lingua francese. Se ne può leggere una vera e propria antologia.

Tutte le domande pressanti che sono il fulcro dell’alfabeto pasoliniano sono qui affrontate, spiegate:

Marx dopo la caduta del Muro di Berlino,
la libertà sessuale rispetto alla società dei consumi,
la laicità confrontata al clericalismo,
gli esclusi dalla mondializzazione neocapitalista,
la via del progresso contro il vicolo cieco dello sviluppo,
il ritorno resistibile ma generalizzato del neofascismo nel mondo,
la recrudescenza dell’omofobia,
il progetto di un cambiamento politico che si oppone alla violenza,
il potere e l'impotenza dei media,
la necessità di una certa descolarizzazione,
l'inferno dell'edonismo di massa,...

La Francia è spesso soggetta a tali problemi che sono il nodo centrale della nostra attualità. L'ingegnoso sistema dei rinvii e l’indice del libro fanno incontrare al lettore Barthes, Baudelaire, Cocteau, Deleuze, Flaubert, Foucault, Gide, Godard, Lévi-Strauss, Mallarmé, Pascal, Proust, Rimbaud, Sade, Sartre, Tati, Valéry, Verlaine,... senza parlare dei mostri sacri di ieri: la Callas, la Magnani, la Mangano, Fellini, Calvino, Moravia, Rossellini, Sciascia, Welles. E tra i più vicini a Pier Paolo: Ninetto Davoli, Laura Betti e i Citti.

Cinquant' anni di storia sono così rivisitati per aiutarci a comprendere meglio dove siamo. Al termine del volume, una biografia molto documentata ("Una disperata  vitalità ") fornisce tutti i dettagli importanti sulla carriera splendida, proteiforme e tragica di Pasolini.

Inoltre, illustrazioni a lungo inedite permettono di visualizzare alcuni sogni del mondo pasoliniano...

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(*) In francese, la “zone” è anche (ma non solo) l’area sottoproletaria.

 


Pasolini, l'alfabeto del rifiuto, di Bertrand Levergeois
 

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