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Saggistica - Libri su Pasolini Intervista a Pasolini
Essa infatti doveva esser capace di mostrare di volta in volta, come un caleidoscopio, solo alcuni aspetti, facendo percepire l’impossibilità di comprendere interamente la figura di Pasolini, la cui statura umana e letteraria è ampia e sfuggevole. Il ruolo di intervistatore concede a Toffolo la possibilità di individuare e circoscrivere alcuni temi legandoli a luoghi fisici che hanno visto il passaggio di Pasolini (Versuta, Ostia, ecc), e allo stesso tempo gli permette di sfruttare l’intervallo temporale tra gli incontri virtuali con il poeta per lasciare alle parole la possibilità di penetrare in colui che legge. L’autore, assumendo il ruolo fisico di intervistatore e non di semplice narratore, sfrutta il motivo di un contatto casuale avuto su internet per far “rinascere” Pasolini. Toffolo individua in questa irreale intervista una via per confrontarsi con il pensiero del poeta, che ha dovuto morire per essere accettato nella sua grandezza (il racconto parallelo del coccodrillo parlante) ma nello stesso tempo è stato privato della possibilità di esprimere le sue scomode idee e quindi di ribattere a coloro che si sono erti a paladini postumi della sua opera. Lo schema dell’intervista diretta a Pasolini come se fosse ancora vivo o meglio “fuori tempo” permette di poter rileggere ed attualizzare alcuni concetti propri del suo pensiero, e in un certo modo crea sconcerto nel lettore, che attraverso il personaggio di Paola esprime i suoi dubbi. L’autore, rappresentandosi come un giovane intervistatore che conosce l’opera di Pasolini ma si trova in quello stato di apertura mentale e di voglia di conoscenza in cui è pronto ad assorbire quanto gli viene trasmesso, non ha la necessità di farlo rientrare in categorie e quindi di giudicarlo. Egli non si preoccupa degli ammonimenti da parte degli amici ma è guidato solo dal desiderio di incontrare questa persona che si chiama Pasolini. [...] [Recensione di Tommaso Boscaino]
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