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Libri Il diaframma di Pasolini
… Finalmente mezzanotte era giunta – raccontano i fratelli Taviani – e nel castello fu stappato lo champagne. Quei botti sembrarono ridestare Pasolini. Bisognava uscire, prendere le auto. Ci pilotò nella oscurità della campagna sino a una balera, nel borgo contadino a qualche chilometro di distanza. I lumi della festa stavano per spengersi e nel silenzio le ultime coppie si dedicavano solo a se stesse e al proprio amore. Pasolini chiese, volle musica. E ballò, con Gisella, con Ninetto, con gli altri. Ballò con felicità, forza e grazia. Lo guardavamo concentrato nei passi del tango, scatenato nella leggerezza del valzer. Guardavamo quel poeta che di lì a poco avrebbe, con Salò, fissato negli occhi il male, e ci vennero alla mente le sue parole, quella volta che nel suo disperato candore protestò: "...ma io sono un uomo allegro"...
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