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Saggistica - Libri su Pasolini Il vespasiano e l'abito
da sposa
Tutte queste componenti concorrono ognuna in forma diversa a determinare quella sensazione di continua presenza dell’opera di Pasolini nel dibattito politico e culturale, presenza viva e tangibile, che lo rende sempre più discusso e discutibile, man mano che il tempo si distanzia da quella atroce e simbolica scomparsa, avvenuta ormai circa trent’anni fa. E un giovane trentenne, Giona Tuccini, studioso di filologia italiana, ha ora elaborato una raccolta di suoi scritti dedicati all’artista friulano dal titolo ”Il vespasiano e l’abito da sposa. Fisionomie e compiti della poesia nell’opera di Pier Paolo Pasolini”, testo pubblicato da un editore anch’egli friulano (Campanotto). Con il merito di non soffermarsi su un solo genere pasoliniano, ma spaziando dalla saggistica al cinema, dal teatro alla narrativa, partendo dalle insostituibili suggestioni poetiche dello scrittore, il libro offre al lettore una serie di percorsi che galleggiano con assoluta naturalezza tra il racconto descrittivo di un carattere artistico quale quello del soggetto preso in considerazione, e il puntiglio filologico tipico di una pubblicazione dal gusto prettamente scientifico. Il confronto iniziale con il mito e la memoria della poesia di Antonio Machado, uno dei primi amori letterari di Pasolini, apre così le porte a una riflessione di respiro ampio, che trova ad esempio ne “Le ceneri di Gramsci” l’humus ideale per comprendere le radici creative del protagonista di un film come “Accattone”; e le analisi si sovrappongono, contemplando il profondo Io messo in gioco in un’opera sporca e linguisticamente dannata quale è “Petrolio”, oppure smontando e ricomponendo alcune sequenze cinematografiche e sceniche altamente connotative, per concludere con un interessante infiltrazione nel teatro di Calderón de la Barca, accostato per impegno civile e dimensione onirica alla scrittura drammaturgica di un autore, Pier Paolo Pasolini, che dunque sembra non aver concluso quella sua folle corsa tra le fauci dell’incompreso umano, ancora sostenuta attraverso la curiosità e lo studio di una generazione nata negli anni della sua morte. [Emiliano Sbaraglia] Scheda del libro
* * * Giona Tuccini nasce a Fucecchio
(Firenze) nel 1974. Studia filologia italiana con Rosanna Bettarini e letteratura
italiana con Giorgio Luti e Marco Marchi. Laureatosi a Firenze in Lettere
moderne, con una tesi pasoliniana, è attualmente dottorando di ricerca
nell’ateneo toscano in Lingue e Culture del Mediterraneo. Si occupa di
letterature comparate, della letteratura italiana in rapporto con musica,
teatro e cinema. In qualità di italianista collabora con il Dipartimento
di studi filologici, linguistici e letterari dell’Università di
Roma Tor Vergata. I suoi saggi sono comparsi sulle rassegne della Società
Filologica Friulana “G. I. Ascoli”, su Sincronie, su Campi immaginabili,
su The Romanic Review, sull’Antologia Vieusseux. Per i tipi di Alinea (Firenze,
2003) ha tradotto, in italiano, Dámaso Alonso e Vicente Aleixandre.
Dal 2000 risiede a Roma.
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