Saggistica - Libri su Pasolini e le sue opere

"Pagine corsare"
Saggistica - Libri su Pasolini

Pasolini e il suo nuovo teatro
di Giuseppe Zigaina, ed. Marsilio

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Un "giallo puramente "intellettuale". Zigaina riprende la tesi secondo la quale la morte violenta di Pasolini fu da lui stesso concepita e organizzata "come montaggio del film della sua vita", come il suo "trasumanar", oppure come la sua "estrema azione" teatrale messa in atto una volta per sempre nel campetto di calcio di Ostia: "senza anteprime, né prime, né repliche".

Questa "teoria pasoliniana" anticipata dallo scrittore-regista con una serie di dettagli coordinati tra loro, e messa in luce da Zigaina con un’analisi dei testi, è stata osteggiata da gran parte dei critici, dai redattori dell’opera omnia, e in particolare dai parenti ed eredi, i quali sostengono che la morte "scandalosa" di Pasolini non poteva avere alcun rapporto con l’opera, anche perché, essi dicono, l’Autore "amava ardentemente la vita". 

A supporto delle sue tesi e di tutto ciò che è emerso dai due processi di Roma all’omicida Pelosi, Zigaina rivela ulteriori esplicite dichiarazioni fatte da Pasolini mentre era in attesa, per farsi uccidere ritualmente, della coincidenza del 2 novembre con la Domenica, giorno in cui era stato ucciso suo fratello Guido. Il sacrificio di Ostia dunque (hostia in latino significa vittima sacrificale) fu una scelta ben precisa. Pasolini - autodefinitosi "gnostico moderno" o "cristiano delle origini" - ha voluto così dimostrare al mondo, da una parte la "sua fede nella realtà e nell’efficacia del mito", dall’altra la volontà-necessità, per lui, di "esprimersi con l’estrema azione della morte" (sua), intesa come massima trasgressione linguistico-semiologica. "Anche un santo parla, in silenzio, con il corpo e con il sangue"; "O esprimersi e morire o restare inespressi e immortali". 
 
 










 


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