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Saggistica - Libri su Pasolini Pasolini e il suo nuovo
teatro
Questa "teoria pasoliniana" anticipata dallo scrittore-regista con una serie di dettagli coordinati tra loro, e messa in luce da Zigaina con un’analisi dei testi, è stata osteggiata da gran parte dei critici, dai redattori dell’opera omnia, e in particolare dai parenti ed eredi, i quali sostengono che la morte "scandalosa" di Pasolini non poteva avere alcun rapporto con l’opera, anche perché, essi dicono, l’Autore "amava ardentemente la vita". A supporto delle sue tesi
e di tutto ciò che è emerso dai due processi di Roma all’omicida
Pelosi, Zigaina rivela ulteriori esplicite dichiarazioni fatte da Pasolini
mentre era in attesa, per farsi uccidere ritualmente, della coincidenza
del 2 novembre con la Domenica, giorno in cui era stato ucciso suo fratello
Guido. Il sacrificio di Ostia dunque (hostia in latino significa
vittima sacrificale) fu una scelta ben precisa. Pasolini - autodefinitosi
"gnostico moderno" o "cristiano delle origini" - ha voluto così
dimostrare al mondo, da una parte la "sua fede nella realtà e nell’efficacia
del mito", dall’altra la volontà-necessità, per lui, di "esprimersi
con l’estrema azione della morte" (sua), intesa come massima trasgressione
linguistico-semiologica. "Anche un santo parla, in silenzio, con il corpo
e con il sangue"; "O esprimersi e morire o restare inespressi e immortali".
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