La saggistica

"Pagine corsare"
Saggistica

RECENSIONE DEL LIBRO
La Grecia secondo Pasolini.
Mito e cinema, di Massimo Fusillo
II edizione
Close-up

A distanza di più di dieci anni dalla sua pubblicazione, La Grecia secondo Pasolini di Massimo Fusillo rimane uno degli studi più attenti e appassionati sull’argomento; questa seconda edizione - dedicata alla memoria di Laura Betti e aggiornata con piccole modifiche nei saggi e un apparato delle note alleggerito - ripropone nelle analisi il rapporto tra il teatro greco antico e 
l’immaginario pasoliniano.

Non è possibile distinguere il Pasolini scrittore da quello regista e autore teatrale. Il suo immaginario, nella moltitudine sterminata di richiami, è profondamente unitario nelle diverse espressioni artistiche; non è un caso che il primo approccio con il dramma greco - la traduzione dell’Orestea di Eschilo nel 1959 - avviene mentre Pasolini prepara il suo esordio cinematografico. Il processo di industrializzazione selvaggia nella società italiana del dopoguerra, tema centrale della riflessione pasoliniana, rivive nello scontro tra i poteri primordiali delle Erinni e l’Assemblea, nel rapporto tra mito greco e mondo contadino. Così un nuovo razionalismo tecnologico (e consumistico) distrugge le culture locali, i dialetti ; il recupero e 
l’interpretazione del Mito mostra come certi elementi del mondo antico, appena superato, non possono essere completamente repressi o ignorati, ma vanno piuttosto acquisiti, riassimilati. In altre parole, «l’irrazionale, rappresentato dalle Erinni, non deve essere rimosso (ché poi sarebbe impossibile), ma semplicemente arginato e dominato dalla ragione, passione producente e fertile». 

Le tre grandi tragedie greche, l’Orestea, l’Edipo re e Medea, diventano le tappe di un percorso artistico e poetico tra cultura arcaica e moderna, tra speranza e sfiducia verso un pensiero occidentale ricco di dubbi e contraddizioni. Una ricerca lontana dalla riproduzione meccanica per il reale, di tipo naturalistico ; nel continuo scontro tra mitico e realistico nasce una “messa in scena” aspra e originale, autentica cifra espressiva e dell’intero corpus pasoliniano.

Ciò che più impressiona positivamente del libro è il continuo confronto tra testo e immagini, tra mito e letteratura. L’impaginazione è di taglio accademico, arricchita da 18 foto (in b/n) ; nonostante la complessità degli argomenti trattati, la lettura si rivela molto stimolante anche per il carattere interdisciplinare delle analisi. Uno strumento ricco di contenuti, indispensabile per avvicinarsi alla lettura pasoliniana del mito greco.

 

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RECENSIONE DEL LIBRO La Grecia secondo Pasolini. Mito e cinema, di Massimo Fusillo

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