La narrativa - Sommario

Pier Paolo Pasolini
La narrativa

Una nota su "Petrolio"
di Enzo Golino

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Bisognerà leggere o rileggere con attenzione il romanzo postumo, "Petrolio" (Einaudi 1992), per comprendere integralmente la forza estetica e fattuale che alcuni di quei grandiosi blocchi narrativi tuttora comunicano al lettore. Anche per smentire le fantomatiche ipotesi di un Pasolini che avrebbe costruito giorno per giorno la propria morte, con una determinazione simbolica assai vicina alla realtà, andando incontro al suo annientamento per mano del’omicida Pino Pelosi (in circostanze non tutte chiarite) come se fosse una profezia da lui medesimo formulata. Pasolini guardava la morte negli occhi, ma non voleva morire: la sua vitalità, i suoi progetti, il suo senso del sacro lo confermano.

La morte è presente, certo, con i suoi funebri rintocchi, in tutte le espressioni dell’orizzonte creativo pasoliniano; è accampata nella sua vicenda privata con la dolorosa fine del fratello Guido, partigiano, ammazzato da partigiani nell’eccidio di Porzûs. Ma questo non autorizza a considerare Pasolini una sorta di suicida per adempiere a un rituale da lui stesso auspicato.

Ma perchè Pasolini s’impone ancora all’attenzione dei media, al di là del suo indubbio valore intellettuale, dei pregi e dei difetti delle sue creazioni artistiche? Perchè i due romanzi più noti, "Ragazzi di vita" e "Una vita violenta" , continuano ad essere letti in migliaia di copie? Perchè una prestigiosa collana come I Meridiani della Mondadori ha deciso di ristampare tutto Pasolini e portare alla luce materiali inediti? Perchè all’estero, e non solo in prestigiose università americane come Harvard, Yale, Columbia (tanto per citarne qualcuna), si organizzano convegni sulla figura e l’ opera del "poeta corsaro" e del cineasta?

Tutto questo, e altro ancora, non avviene per l’unica ragione che Pasolini e la sua morte drammatica fanno spettacolo. Tutto questo avviene - azzardo una risposta fra le tante possibili - perchè il poeta delle "Ceneri di Gramsci " ha svolto un ruolo centrale nel nostro secondo Novecento; perchè ha intuito, senza per questo considerarsi un veggente, le dinamiche della società e della cultura del nostro paese e del nostro tempo, i fenomeni derivati dai limiti dello sviluppo e del progresso. Pasolini ha dato voce a tutto questo con le armi della poesia, con la capacità (talvolta fallita) umile e al tempo stesso orgogliosa di farne materiale estetico.
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[da Kataweb]
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Narrativa, Una nota su Petrolio - Recensione

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