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La narrativa Una nota su "Petrolio"
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La morte è presente, certo, con i suoi funebri rintocchi, in tutte le espressioni dell’orizzonte creativo pasoliniano; è accampata nella sua vicenda privata con la dolorosa fine del fratello Guido, partigiano, ammazzato da partigiani nell’eccidio di Porzûs. Ma questo non autorizza a considerare Pasolini una sorta di suicida per adempiere a un rituale da lui stesso auspicato. Ma perchè Pasolini s’impone ancora all’attenzione dei media, al di là del suo indubbio valore intellettuale, dei pregi e dei difetti delle sue creazioni artistiche? Perchè i due romanzi più noti, "Ragazzi di vita" e "Una vita violenta" , continuano ad essere letti in migliaia di copie? Perchè una prestigiosa collana come I Meridiani della Mondadori ha deciso di ristampare tutto Pasolini e portare alla luce materiali inediti? Perchè all’estero, e non solo in prestigiose università americane come Harvard, Yale, Columbia (tanto per citarne qualcuna), si organizzano convegni sulla figura e l’ opera del "poeta corsaro" e del cineasta? Tutto questo, e altro ancora,
non avviene per l’unica ragione che Pasolini e la sua morte drammatica
fanno spettacolo. Tutto questo avviene - azzardo una risposta fra le tante
possibili - perchè il poeta delle "Ceneri di Gramsci " ha
svolto un ruolo centrale nel nostro secondo Novecento; perchè ha
intuito, senza per questo considerarsi un veggente, le dinamiche della
società e della cultura del nostro paese e del nostro tempo, i fenomeni
derivati dai limiti dello sviluppo e del progresso. Pasolini ha dato voce
a tutto questo con le armi della poesia, con la capacità (talvolta
fallita) umile e al tempo stesso orgogliosa di farne materiale estetico.
[da Kataweb]
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