.Pier Paolo
Pasolini
La
narrativa
Da
Petrolio
Traccia del romanzo
Un uomo e il suo
doppio, o il suo sosia. Il protagonista è ora l’uno ora
l’altro. Se A ha un sosia B, B ha un sosia A, ma in tal caso
egli stesso è A. È la dissociazione schizoide che divide
in due una persona, riunendo in A alcuni caratteri e in B altri,
ecc.
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A è un borghese
ricco, colto; un ingegnere che si occupa di ricerche petrolifere;
fa parte del potere, è integrato (ma colto, con aperture a
sinistra ecc.: tutto ciò implicito).
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B l’uomo dai
caratteri ‘cattivi’ è al servizio di A
l’uomo dai caratteri ‘buoni’ : è il suo
servo, è addetto cioè ai bassi servizi. Tra i due
dissociati c’è un accordo perfetto. Un vero
equilibrio.
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Rovesciando la
situazione A, l’uomo dai caratteri cattivi, si serve di B,
l’uomo dai caratteri buoni, per giustificarsi verso la
società e garantirsi l’incolumità dalla polizia, la
magistratura ecc.
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Partendo per un
viaggio ufficiale – col Capo del Governo che va in un paese
del Medio Oriente A il buono, lascia B il cattivo a Roma: ma
poco prima di partire, si accorge che B è donna. (Lo (?) per
complesso di castrazione davanti ai giovani del ’68). Non
può rimandare la partenza.
B, l’uomo dai
caratteri cattivi, e per di più donna, rimasto solo a Roma, si
dedica ad adempiere i bassi servizi: ma non cerca più donne
(sorelle, madri ecc.), cerca invece uomini, sessi maschili.
Precipita, per questa strada, nell’illimitatezza,
nell’anomia.
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Protetto dalla
solitudine e dalla libertà totale – significata dal
soggiorno del suo Doppio in Oriente – egli riesce a
degradarsi senza limiti. ll suo desidero è ora fare
l’amore con venti uomini, nè uno di più nè uno
di meno. Naturalmente ci riesce. La cosa, organizzata, si attua in
un prato, sul fango, mentre piove a tratti
ecc.
I venti giovani che
hanno fatto l’amore, a uno a uno o a gruppi, se ne vanno.
Vanno verso i luoghi dove si svolge abitualmente la loro vita
(molto realisticamente indicati): ma dietro a una curva, in fondo a
una strada, nel buio di un cortile, nel vano di un portone ecc.,
cioè là dove scompaiono nella loro vita, per non
ripresentarsi più, come ingoiati nel nulla – vengono
uccisi nei modi più diversi: e tutti prodigiosi: simboli delle
ragioni vere per cui si muore nel mondo moderno (si tratti di morte
fisica o di altra morte).
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Tornato dal Medio
Oriente (doveri pubblici, giornalisti, risultati economici e
scientifici) A, l’uomo buono non trova più B,
l’uomo cattivo divenuto donna. Perde il suo equilibrio, e
deve lui stesso provvedere ai bassi servizi a cui aveva adibito B:
si degrada; affronta con la sua presenza fisica e la sua coscienza
quelle situazioni da cui si era sempre tenuto
diviso.
Naturalmente non
può continuare. Deve scegliere di essere soltanto
‘pubblico’, e quindi
‘santo’.
Politicamente e
socialmente il risultato è che si sposta molto più a
destra, fino quasi a un’alleanza implicita coi fascisti.
Frattanto è divenuto donna anche lui, e fa l’amore con
un giovane fascista siciliano, che lo costringe ad atti che solo il
suo Doppio poteva fare, ma che lui non è stato in grado di
tollerare ecc.
Dopo aver fatto
l’amore con A, il fascista va verso casa sua: e muore anche
lui divorato da un Mostro.
A ha vinto,
costretto dalle circostanze, il pudore, il legame con la sua
coscienza borghese, che gli impediva di essere B: e vuole ripetere
l’atto che il giovane fascista gli ha insegnato una volta per
sempre. Su questa strada, giunge all’illimitatezza,
all’anomia – com era giunto innocentemente
B.
Anche lui deve fare
l’amore almeno con venti uomini, per giungere alla
degradazione estrema ecc. Organizza l’incontro, con venti
giovani ecc.: in una lurida cantina in una borgata. Fa
l’amore con tutti.
Finito di fare
l’amore, i giovani vanno verso le loro case: ma abitano tutti
nello stesso quartiere: uno di loro ha deciso di gettare una bomba
nella Stazione Termini. È oscuro se sia anarchico o fascista.
Gli altri, ubriachi, e ispirati da Mostri analoghi a quelli che
hanno divorato i loro coetanei, lo
seguono).
La bomba è
fatta scoppiare: un centinaio di persone muoiono, i loro cadaveri
restano sparsi e ammucchiati in un mare di sangue, che inonda, tra
brandelli di carne, banchine e binari.
B (che non
chiamiamo A solo per chiarezza) ha una profonda nostalgia della
vita timorata e rassicurante che A gli garantiva. Dal piccolo
appartamento miserabile in periferia in cui si era
insediato per godersi senza limiti la sua solitudine, va in cerca
di A.
Ma il
bell’appartamento, al centro, di A, è deserto. B chiama
inutilmente se stesso. Non lo trova. Si chiede come trovare un
sostituto di A. La Chiesa e il Partito comunista non servono
più. A B non resta che fare del Petrolio l’ideale della
propria vita: si castra da solo. E va a prendere il suo posto in
ufficio, dove si sono assicurati una più larga parte di potere
i fascisti con cui A aveva cominciata una tacita politica di
alleanza. Con un uomo castrato, però, i fascisti non possono
avere rapporti di amicizia e di stima. Con la loro antica
volgarità incaricano una ragazza di tentare B, castrato, per
poi poterlo publilicamente deridere (e ricattare per
eliminarlo).
Ma mentre il povero
B cerca di difendersi dal corteggiamento della fascista, giungono i
Mostri divoratori, e soffiano un fiato pestifero sui fascisti,
rendendoli orrendi, semiputrefatti, infetti, pieni di pustole e
pus. Così ridotti non possono più deridere B il castrato:
anzi, devono adattarsi a convivere con lui, nel grande palazzo
delle ricerche Petrolifere.
A intanto è
andato ad abitare in mezzo alla campagna, in una vecchia casa
rustica, dove non vede più nessuno: nel Medio Oriente era
stato iniziato (da un occidentale) ai misteri di una religione
orfica: approfondisce questa iniziazione; diventa un santo; è
in rapporto con Dio, a cui egli chiede qualunquisticamente il bene
di tutti.
Dio lo
ascolta.
Un angelo mandato
dal Dio di A sconosciuto a tutti, giunge nel palazzo del Petrolio,
durante una seduta a cui è presente anche il Ministro delle
Partecipazioni statali: B il castrato e i fascisti putrefatti,
hanno dato un meraviglioso impulso alle ricerche scientifiche e
all’organizzazione economica. Tutto procede a gonfie vele,
malgrado la loro tragedia. L’angelo li guarisce. B ritorna un
uomo e i fascisti degli esseri umani. Adesso che sono guariti,
devono decidere cosa fare. Decidono che tutto continui come
prima.
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Primavera o Estate 1972
Mi sono caduti per
caso gli occhi sulla parola “Petrolio” in un
articoletto credo dell’"Unità", e solo per aver pensato
la parola “Petrolio” come il titolo di un libro mi ha
spinto poi a pensare alla trama di tale libro. In nemmeno
un’ora questa ‘traccia’ era pensata e
scritta.
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Da Pier Paolo
Pasolini, Petrolio, Einaudi, Torino 1992, pp.
541-43
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