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Notizie Ciack a Valle Giulia
La mostra è vera, è stata inaugurata a fine febbraio nella facoltà romana che è tra i simboli storici della protesta studentesca di quegli anni e si intitola Dalla battaglia alla festa, l'immaginazione al futuro, «e rispecchia in pieno - dice Placido sul set - lo spirito di questo film che vuole ricordare senza nostalgia quegli anni dandone però un giudizio positivo. In questi tempi oscuri della politica ci vorrebbe un nuovo Sessantotto come spinta positiva, propulsiva a dare nuova vitalità. Il movimento ecologista, i no global, i ragazzi che contestano le superpotenze sono figli di quegli anni e mi auguro che questo film sia di riflessione per tutti». Tre i protagonisti del Grande sogno: il personaggio ispirato a Placido all'epoca giovane poliziotto a Roma sarà interpretato da Riccardo Scamarcio, Jasmine Trinca (Laura) sarà una ragazza di buona famiglia cattolica che prenderà parte alla contestazione e alle marce per la pace come fece la vera sorella del cosceneggiatore del film Angelo Pasquini, mentre l'unico con maggiori elementi di invenzione è Libero, il più politicizzato di loro, a metà strada tra Scalzone e Viale. L'attore non è ancora stato scelto. Ci sono poi Margherita Buy, Massimo Popolizio e altri perché sarà un film corale. «Mi divertirò a giocare con Scamarcio, sarà un me stesso, provinciale, rozzo, maschilista e antipatico come ero io 22enne in quegli anni da poliziotto a Roma vedendo i figli di papà sfilare a Valle Giulia». Ammette però Placido che a 40 anni di distanza il giudizio su quei contestatori borghesi su cui si esercitò magistralmente anche Pier Paolo Pasolini, è mutato con il filtro della storia trascorsa: «In quegli anni la pensavo come Pasolini, oggi non più. Quei ragazzi si ribellarono ai padri e pagarono un loro prezzo per non restare inermi a guardare quello che accadeva nel mondo intorno a loro. Non bisogna avere in questo la memoria corta. Il film comunque racconterà tutti: quegli studenti ribelli e l'Italia proletaria in divisa». La storia del film racconterà la morte del mito Che Guevara, seguendo poi la vita dei tre ragazzi protagonisti. «Per questo - sottolinea il produttore Pietro Valsecchi della Taodue che dopo tanta fiction torna a realizzare anche il cinema per le sale -. Il grande sogno sarà un film moderno, contemporaneo capace di parlare ai giovani di oggi. Non sarà un'operazione nostalgia sul '68 ma una storia avvincente e dinamica, un'esplosione di colori, un insieme di ombre e luci». Dopo questo primo ciack, le riprese del film riprenderanno tra Sudamerica, Canada e Italia.
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