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Notizie Al Cairo un omaggio
a P.P. Pasolini
Il premio come miglior film arabo del Festival è stato invece assegnato alla pellicola marocchina Waiting for Pasolini, del regista Daoud Aoulad Syad. In un villaggio sperduto in Marocco, un uomo che vende antenne paraboliche, Thami, annuncia ai compaesani l'imminente arrivo di una troupe di cineasti italiani che gireranno un film proprio lì, scatenando subito la febbre del cinema. È questo il punto di partenza di Waiting for Pasolini (Aspettando Pasolini), la commedia del regista marocchino Daoud Aoulad Syad. ''Volevo rendere omaggio al grande maestro del cinema italiano che ammiro e che ho studiato per molti anni'', spiega il cineasta marocchino che afferma di essere stato influenzato nella sua carriera anche da Effetto notte di Truffaut in cui il cinema esce dallo studio per essere più vicino alle persone. Aspettando Pasolini è una commedia agrodolce, che offre momenti di ilarità ma anche uno spaccato su un villaggio marocchino che ha contatti col mondo solo attraverso la tv satellitare e improvvisamente si sente coinvolto nel mondo di celluloide. All'annuncio del venditore di antenne tv il paese entra in subbuglio, con i ragazzini che corrono per le strade del villaggio urlando ''arriva il cinema!'', mentre tutti gli abitanti si preparano per apparire come comparse nel film, dalle donne che corrono a truccarsi, fin agli anziani per niente diffidenti e allo stesso Fakih, il predicatore della moschea locale. La fibrillazione è tale che sembra che l'arrivo della troupe cinematografica debba risolvere tutti i problemi del paesino: i debiti saranno pagati, arriveranno libri, gessetti e uniformi per la scuola, verrà costrita una casa nuova, e chi non c'è mai riuscito potrà fare il pellegrinaggio alla Mecca. ''Pasolini pagherà quanto basterà per voi, per la vita dei vostri figli e dei vosti nipoti'', dice Thami agli abitanti del villaggio, vantandosi di essere amico di Pasolini. ''Ho girato il film con uno stile documentaristico, ispirandomi a un documentario realizzato dal un mio collega marocchino sulle comparse usate da Pasolini per girare l'Edipo re nel 1966 in un villaggio rurale poco distante dalla citta' di Ouzazarat, a sud del Marocco'', racconta Daoud Aoulad Syad, che mostra con grande intensità il disincanto di Thami alla notizia della morte di Pasolini avvenuta trent'anni prima. L'uomo si butta in ginocchio davanti al poster dell'artista italiano che ha in casa e gli chiede 'Perché sei morto? Perché non mi hai aspettato?'. Ma ancora peggio andrà per Thami quando dovrà spiegare ai suoi concittadini come mai Pasolini non arriverà e perché la troupe italiana smonta tutto e lascia il villaggio dopo appena due giorni di riprese. ''E alla fine a Thami - conclude il regista - non resta che tornare sui tetti a montare antenne paraboliche, con la consapevolezza che Pasolini non arriverà mai più e che il cinema ormai si fa a uso e consumo della tv''.
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