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Al Cairo un omaggio a P.P. Pasolini
Un film del regista marocchino Daoud Aoulad Syad
10 dicembre 2007

Daoud Aoulad SyadÈ giunta alla sua conclusione la XXXI rassegna cinematrogafica del Cairo. La giuria si è pronunciata assegnando il premio per il miglior film alla pellicola del regista francese Florent Emilio Siri, L'Ennemi Intime. Lo scenario è quello dell'Algeria del 1959, quando l'esercito francese cercò di annientare il Fronte di liberazione nazionale. In questa atmosfera si muovono i protagonisti del film: un giovane luogotenente idealista (Benoît Magimel) si trova a confrontarsi con la scia di morte provocata dalle operazioni militari. Al suo fianco un capitano che dà ordini "chiudendo gli occhi" (Aurélien Recoing) e di un sergente contagiato dalla follia della violenza (Albert Dupontel, al quale è andato anche il premio per miglior attore). Il premio speciale della giuria è andato invece ad un film pakistano, In the Name of God diretto da Shoaib Mansour. 

Il premio come miglior film arabo del Festival è stato invece assegnato alla pellicola marocchina Waiting for Pasolini, del regista Daoud Aoulad Syad. In un villaggio sperduto in Marocco, un uomo che vende antenne paraboliche, Thami, annuncia ai compaesani l'imminente arrivo di una troupe di cineasti italiani che gireranno un film proprio lì, scatenando subito la febbre del cinema. È questo il punto di partenza di Waiting for Pasolini (Aspettando Pasolini), la commedia del regista marocchino Daoud Aoulad Syad. ''Volevo rendere omaggio al grande maestro del cinema italiano che ammiro e che ho studiato per molti anni'', spiega il cineasta marocchino che afferma di essere stato influenzato nella sua carriera anche da Effetto notte di Truffaut in cui il cinema esce dallo studio per essere più vicino alle persone. 

Aspettando Pasolini è una commedia agrodolce, che offre momenti di ilarità ma anche uno spaccato su un villaggio marocchino che ha contatti col mondo solo attraverso la tv satellitare e improvvisamente si sente coinvolto nel mondo di celluloide. All'annuncio del venditore di antenne tv il paese entra in subbuglio, con i ragazzini che corrono per le strade del villaggio urlando ''arriva il cinema!'', mentre tutti gli abitanti si preparano per apparire come comparse nel film, dalle donne che corrono a truccarsi, fin agli anziani per niente diffidenti e allo stesso Fakih, il predicatore della moschea locale. 

La fibrillazione è tale che sembra che l'arrivo della troupe cinematografica debba risolvere tutti i problemi del paesino: i debiti saranno pagati, arriveranno libri, gessetti e uniformi per la scuola, verrà costrita una casa nuova, e chi non c'è mai riuscito potrà fare il pellegrinaggio alla Mecca. ''Pasolini pagherà quanto basterà per voi, per la vita dei vostri figli e dei vosti nipoti'', dice Thami agli abitanti del villaggio, vantandosi di essere amico di Pasolini. 

''Ho girato il film con uno stile documentaristico, ispirandomi a un documentario realizzato dal un mio collega marocchino sulle comparse usate da Pasolini per girare l'Edipo re nel 1966 in un villaggio rurale poco distante dalla citta' di Ouzazarat, a sud del Marocco'', racconta Daoud Aoulad Syad, che mostra con grande intensità il disincanto di Thami alla notizia della morte di Pasolini avvenuta trent'anni prima. L'uomo si butta in ginocchio davanti al poster dell'artista italiano che ha in casa e gli chiede 'Perché sei morto? Perché non mi hai aspettato?'. 

Ma ancora peggio andrà per Thami quando dovrà spiegare ai suoi concittadini come mai Pasolini non arriverà e perché la troupe italiana smonta tutto e lascia il villaggio dopo appena due giorni di riprese. ''E alla fine a Thami - conclude il regista - non resta che tornare sui tetti a montare antenne paraboliche, con la consapevolezza che Pasolini non arriverà mai più e che il cinema ormai si fa a uso e consumo della tv''.

 

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INVITO ALLA LETTURA:
BRANI DI PIER PAOLO PASOLINI


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DA OTTOBRE 1998











 


Al Cairo un omaggio a P.P. Pasolini - Una commedia del regista marocchino Daoud Aoulad Syad

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