...
|
|
|
Notizie A Tg2 Dossier
![]() In Tg2-Dossier viene presentata una parte della vita di Madre Teresa che in realtà conosciamo poco. Dalla sua infanzia a Skopje all'assassinio del padre; da alcuni episodi raccontati da monsignor Comaschi, da sempre vicino a lei, al primo reportage del 1960 su una suora ancora sconosciuta che porta la firma di Pier Paolo Pasolini. * * * Il volume L'odore dell'India, apparso presso l'editore Longanesi (1962), raccoglie i testi giornalistici, scritti in forma di diario per "Il Giorno", in occasione del viaggio in India che Pasolini fece in compagnia di Moravia e di Elsa Morante. In essi le impressioni personali sul paese asiatico si alternano ai rilevamenti sociologici e all'esaltazione del mito della "barbarie". [...] Ciò che nell'Odore dell'India risulta letterariamente più vivo è il susseguirsi dei ritratti umani. Così il borghese indiano è "massiccio, corpulento, coi capelli che sarebbero bellissimi come quelli di quasi tutti gli indiani, se un barbiere benpensante non glieli avesse resi simili a due ali di corvo spezzate sulla nuca spelacchiata". Sua moglie è "Grassa... con un po' di peluria sul labbro superiore" e la figlia è "vestita all'europea, stranamente bruttina, che ride con la voce di un cattivo grammofono". Il ritratto più intenso, e tragico, visto nel contesto del suo operare, è però quello di Madre Teresa di Calcutta, la suora che aiuta i lebbrosi: "Suor Teresa è una donna anziana, bruna di pelle perché è albanese, alta, asciutta, con due mascelle quasi virili e l'occhio dolce, che, dove guarda, "vede". Assomiglia in modo impressionante a una famosa Sant'Anna di Michelangelo: e ha nei tratti impressa la bontà vera, quella descritta da Proust nella vecchia serva Francesca: la bontà senza aloni sentimentali, senza attese, tranquilla e tranquillizzante, potentemente pratica".Per il lirismo che la anima, le pagine dell'Odore dell'India sembrano più un frammento autobiografico che un semplice diario di viaggio. L'impressione che riportò di fronte a ciò che vide, del resto, fu tale che in seguito Pasolini girerà un documentario dal titolo Appunti per un film sull'India e coltiverà a lungo l'idea di un film sul terzo mondo che avrebbe dovuto intitolarsi Appunti per un film sul Terzo mondo, un film che però non realizzò. * * * Alla Mostra del cinema di Venezia del 1968, insieme a Teorema, Pasolini presentò anche il mediometraggio Appunti per un film sull'India, girato nel dicembre 1967. Naldini spiega nella sua biografia pasoliniana (Pasolini, una vita, Einaudi 1989) che tali "appunti" si riferivano sostanzialmente a un film da farsi "sulla storia di un maragià il quale, secondo una leggenda mitica indiana, offre il proprio corpo alle tigri per sfamarle (questo, idealmente, prima della liberazione dell'India); e, dopo la liberazione dell'India, sempre idealmente, la famiglia di questo maragià scompare perché i suoi membri muoiono di fame ad uno ad uno durante una carestia". "Questa era l'idea del film", spiegò Pasolini nel corso di una intervista. "Così sono andato in India a fare una specie di inchiesta per verificare se questa idea era attendibile o no." |
. |
![]()
|
|
Reportage di Pier Paolo Pasolini su una suora allora sconosciuta (1960) |