"Pagine
corsare"
Notizie
Pordenonelegge
VIII edizione, 21-22-23 settembre 2007
giovedì 20 settembre
2007, ore 18:
Conversazione con Carla
Benedetti e Gianni D'Elia
www.pordenonelegge.it

"(…) Ho sempre amato questa
libertà pasticciona. Pordenone si è vestita in fretta. Fino
all'altro ieri era nuda e non aveva specchi. Venezia è lontana,
Trieste pure. Da Udine non ha mai voluto copiare. E allora è uscita
così: le scarpe col tacco, la tuta da ginnastica, il rossetto fucsia,
il cerchietto in testa. (…) È nata dal niente, piccolo azzardo del
Nevada friulano, e solo ciò che è stato niente può
diventare tutto." Sono le parole dello scrittore Mauro Covacich.
È una città
strana, Pordenone: uno strano ibrido tra Veneto e Friuli, troppo giovane
per un'identità precisa, forse, cresciuta troppo in fretta. Ma della
gioventù ha tutta la forza, l'entusiasmo, l'energia e dal passato
sa conservare e tramandare, valorizzando sapientemente.
Anticamente
conosciuta come Portus Naonis, nel suo territorio sono state rinvenute
importanti testimonianze del periodo romano. Già abitata prima del
Mille, come attesta la necropoli rinvenuta sotto Palazzo Ricchieri, sede
del Museo Civico d'Arte, a partire dal XII secolo sviluppò notevolmente
l'attività commerciale del porto sul fiume Noncello, che lambisce
la città. Il centro storico, denominato Contrada Maggiore, si snoda
in gran parte per Corso Vittorio Emanuele, con i suoi antichi palazzi dalle
preziose facciate, Montereale-Mantica, Gregoris, Capitani, Cattaneo e Policreti,
e il Municipio dalle forme gotiche originalissime, eretto tra il 1291 e
il 1395, a cui vennero aggiunti nel XVI secolo la loggia con l'orologio
e i pinnacoli su progetto di Pomponio Amalteo. Di fianco si erge il Duomo
di S.Marco, in stile romanico-gotico, al cui interno sono collocate opere
d'arte di grande pregio, come la famosa Madonna della Misericordia di Giovanni
Antonio de Sacchis detto Il Pordenone, lavori del Pilacorte, dell'Amalteo
e del Tintoretto. All'esterno il campanile di S.Marco, elegante e svettante
nei suoi 72 metri, fu costruito nella prima metà del XIV secolo.
Nella stessa area si trova il rinascimentale Palazzo Ricchieri, sede della
pinacoteca civica, che contiene, tra le altre, opere del Pordenone, del
Savoldo, del Padovanino, di Michelangelo Grigoletti - pordenonese e uno
dei migliori ritrattisti del XIX secolo - oltre ad una raccolta di sculture
lignee e di oreficeria gotica.
Pordenone non dimentica arcaici
riti e tradizioni come Il falò dell'Epifania e Il rogo della Vecia,
che rievocano un'anima antica, profondamente legata al mondo contadino.
Ma è anche una città che sa guardare avanti, sa osare, favorendo
un fermento culturale che non ha pari in una città di provincia.
Qui è nata la rassegna cinematografica internazionale Le Giornate
del Cinema Muto, organizzata da Cinemazero; qui si svolge ogni anno,
a settembre, la festa del libro pordenonelegge.it; qui poeti e scrittori
tra i più noti in Italia incontrano un pubblico attento, preparato
e curioso.
Una città strana,
Pordenone, una città dal "cielo pallido, impalpabile e vastissimo"
(Pier Paolo Pasolini), una città da scoprire e conoscere…
Valentina Gasparet
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Nell’ambito delle iniziative
culturali di Pordenonelegge:
giovedì 20 settembre 2007, ore 18:00
Convento Di San Francesco,
via e piazza Motta, Pordenone
Conversazione con Carla
Benedetti e Gianni D'Elia.
In collaborazione con il
Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa della Delizia
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