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Notizie Re: Pasolini
* * * Re: Pasolini
Il tema dell'album è l'opera di Pasolini, forse l'ultimo vero intellettuale che l'Italia ha avuto. Artista poliedrico, versatile, multiforme, capace di utilizzare gli strumenti più disparati (la prosa, la poesia, il cinema, il giornalismo), per esplorare gli orizzonti più sublimi, ma anche quelli più bassi. Facendo proprio l'approccio multidisciplinare di Pasolini, Battaglia ricorre a due differenti organici, e ci racconta l'opera di questo intellettuale filtrandola attraverso la sua sensibilità, prima ancora che di pianista, di grande estimatore di Pasolini. Un progetto immenso. I brani effettivamente realizzati da Battaglia sono infatti molto più numerosi di quelli che appaiono nell'album, che è dunque frutto di un lavoro di scrematura realizzato insieme a Manfred Eicher. Un progetto che ha avuto una gestazione piuttosto lunga. Ricordo un incontro con Battaglia del novembre 2005, in occasione dell'uscita del precedente Raccolto, nel quale il pianista già parlava di questo album dedicato a Pasolini come di un qualcosa di realizzato, che aspettava solo di uscire. Un progetto, infine, che chi ha frequentato i festival estivi ha forse già avuto modo di apprezzare dal vivo nella sua vitalità, nel suo rigore formale, diremmo quasi nella sua “forza morale”. L'album è infatti molto austero, concentrato, per nulla indulgente. Sottilmente aperto e popolare nel primo CD, vira poi verso una ricerca di stampo eurocolto nel secondo, come si può facilmente intuire dalle diverse formazioni in gioco e dai titoli dei brani, autoesplicativi e fortemente programmatici. Un album serio, insomma,
nella accezione più nobile del termine. E ci piace pensare che in
quel “Re:” che compare nel titolo, ci sia un delicato omaggio al grande
Bill Evans.
Stefano Battaglia incontra
Pasolini
“Sono davanti ai muscoli e alle vene del mio Cristo che non assomiglia a nessuno di quelli della fantasia e della storia.” Così scriveva Pier Paolo Pasolini in un poema che spiegava cinematografia e cultura, poesia, pittura, canto… un po’ tutto l’humus della sua vita e oltre. A ottantacinque anni dalla nascita del grande indimenticato genio di Casarsa, (il più silenzioso dei suoi tanti “paesi adottivi”), il pianista milanese Stefano Battaglia ritorna in casa ECM con un doppio progetto discografico da tempo accarezzato e che ora finalmente vede la luce in forma di “racconto a episodi” stabilendo una felice alleanza tra musica e poesia. Storie e visioni. “Re: Pasolini” - questo l’esplicativo titolo del cd - racchiude molteplici significanze (più o meno nascoste, altre motivate nelle liner notes dallo stesso autore), non ultima un velato omaggio a Bill Evans, citato nell’evocazione di quella sua celebre “lettera musicale” che fu Re: Person I Knew La tenera Madonna apparsa ne “Il Vangelo Secondo Matteo” sovrasta invece la copertina del lavoro ben suddiviso in due sezioni, in due distinte porzioni di affollate pagine pasoliniane. Nel cd 1 Battaglia dispone un sestetto per lo più “italiano” dove il riferimento cinematografico è quello preponderante. Ogni brano è una storia, una persona, il titolo di un film. Come in una perfetta colonna sonora la nostalgia di Canzone di Laura Betti apre il sogno magico di una lontana poesia, splendidamente evocata nel contrappunto tra il contrabbasso di Salvatore Maiore e il violoncello di Aya Shimura (completano la formazione Roberto Dani alla batteria, Mirco Mariottini ai clarinetti e Michael Gassmann alla tromba). Tra le tante donne che hanno abitato il complesso universo di Pasolini compare poi la divina Callas nei dolcissimi cinque minuti di un trio che suggella la grande caratura compositiva del pianista. Sempre nella prima parte affiorano prima e dopo appunti biografici del poeta: la nostalgica grazia di Totò e Ninetto, la stupenda contabilità di Cosa Sono Le Nuvole, l’unica nel cd a firma di Pasolini cui diede voce – era il 1967 – la celebre interpretazione di Domenico Modugno. E poi ancora l’estasi e l’incanto di Fevrar e di PietraIata. La prima, ennesima riflessione sul mondo rurale friulano, l’altra è una finestra su un degradato quartiere di Roma. Chiude il quadro la drammaticità ossessiva di Teorema Di differente impostazione calligrafica è l’intera seconda parte del progetto. Il canto oscuro di Lyra - suddiviso in otto sezioni - diventa profonda inquietudine, dissenso politico, circostanze drammatiche e profonde dove l’improvvisazione è solo una semplice superficie del molteplice linguaggio pasoliniano. Partecipano a questo “riflessivo altrove” il maremoto delle percussioni governate da Michele Rabbia e gli agili psicodrammi di un terzetto tutto francese composto da Domenique Pifarély (violino), Bruno Chevillon (contrabbasso), Vincent Courtois (violoncello). Una marea linguistica dove emerge lo spessore e la solitudine pianistica di Stefano Battaglia, che è solitudine e incomprensione culturale del grande artista. Silenzio interiore che esplode nella rabbia di Scritti Corsari, nella percezione interrogativa di Setaccio. Pensiero precipitante nell’abisso di Mimesis, Divina Mimesis. È urto, dissipazione. Frontiera invalicabile. E se Ostia rappresenta la tragica fine, la morte violenta del poeta, nella traccia intitolata Pasolini, quella che chiude emblematicamente il lavoro, troviamo infine una salvifica redenzione. Il ritorno sacro dentro al ventre materno. Tutto torna nell’ordine intatto delle cose, nella piena ragione di una dolcezza compositiva che solo un musicista colto e attento come Battaglia poteva in definitiva concepire.
Jazz Meeting con Stefano
Battaglia
Si intitola "RE:Pasolini" il nuovo lavoro del pianista Stefano Battaglia uscito in questi giorni nei negozi e realizzato per la ECM. L'etichetta di Manfred Eicher aveva già pubblicato il precedente album del musicista italiano "Raccolto". Battaglia iniziò gli studi pianistici all'età di sette anni, diplomandosi nel 1984 a Milano con il massimo dei voti e la lode con menzione. Come concertista classico ha partecipato a numerose rassegne italiane ed europee proponendo un repertorio "bachiano" ed il "Fitzwilliam Virginal Book", una raccolta di composizioni del 500/600 di virginalisti inglesi. Nel circuito jazzistico è stato premiato come miglior talento del 1988 dalla rivista Musica Jazz e ha collaborato con tutti i più grandi musicisti italiani e con diversi grandi nomi della musica jazz straniera come T. Oxley, B. Phillips, S. Swallow, A. Romano, L. Konitz, K. Wheeler, B. Elgart, D. Pifarely, D. Redman, J. Clayton, R. Galliano, T. Moreno, P. Favre, M. Johnson. Nel 1997 è stato premiato dalla Radio Nazionale di Bruxelles come miglior giovane pianista europeo e l'anno successivo come migliore musicista emergente. Ha pubblicato circa sessanta dischi, la metà dei quali come leader. Con lui abbiamo parlato di "Re:Pasolini"... «Ho lavorato attorno a Pasolini dal 2002 sino al 2005 inizialmente tutto è nato dalla sua poesia che era la cosa che conoscevo di più ed è anche una risorsa per me anche per la ricerca compositiva, una sorgente da sempre privilegiata. Già in passato avevo fatto lavori su Rilke e Juan De La Cruz ed ho affrontato Pasolini per l'amore della poesia. Io ho conosciuto anche la parte narrativa e saggistica della sua opera si e rivelato una sorta di grande mosaico, per questo ho composto 35 brani, ispirandomi alle sfaccettature del poeta e regista.» Come in "Raccolto" anche in questo caso un doppio CD con due ensemble... «Quello dei due ensemble è il riconoscimento da parte della ECM della mia natura musicale "bifronte"; mi esprimo attraverso l'improvvisazione sia con linguaggi popolari come il jazz, sia attraverso influenze che vengono dalla mia cultura classica: contemporanea, ma anche rinascimentale e barocca. Le mie passioni di pianista e musicista sono il riconoscimento di questa dualità, nata con "Raccolto" doppio album di improvvisazione: uno di matrice jazzistica l'altra contemporanea. Alla ECM hanno pensato di dare seguito al progetto dei 35 brani; è stato scelto materiale per fare un doppio album, diviso come nel caso di "Raccolto" così anche è stato per le scalette scelte dalla stessa etichetta, sia il brano per Laura Betti che quello dedicato a Totò e Ninetto con una forma semplice, ma anche cantabile, sono in contrasto con i contenuti del secondo CD che ha suoni diversi dal primo.» Il progetto girerà... «Questo mese [maggio 2007] partiamo per gli Stati Uniti e saremo il 27 maggio a Charleston in Virginia. Per lo Spoleto Festival il primo luglio al teatro romano di Fiesole in Toscana, per il "Vivere Jazz Festival" in agosto parteciperemo al festival di Roccella Ionica Siamo felici per questo tour perché tutto il lavoro ha suscitato già appena uscito ottima impressione nella gente e nella critica. Mi stanno arrivando segnali di grandissimo entusiasmo attorno a questo lavoro, che ha occupato quattro anni della mia vita, personalmente sono felice che susciti qualcosa in chi lo ascolta.»
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