...|
|
|
Cinema Una vita violenta
Riduzione dell'omonimo romanzo di Pier Paolo Pasolini, fortemente sottovalutato all'epoca (il film uscì un anno dopo il ben più celebre Accattone), Una vita violenta di Brunello Rondi e Paolo Heusch (onesto mestierante qui alla quarta regia, chiamato appositamente dalla produzione per affiancare il debuttante "intellettuale" Rondi, già sceneggiatore per Rossellini e Fellini) offre un ulteriore sguardo sulla realtà delle borgate romane in un periodo che, dove altrove ci si preoccupava di accarezzare il boom economico, vedeva nascere quel terreno in ebollizione poi abitato dai vari e violenti movimenti di qualche anno più tardi. Diventa imprescindibile,
a tal proposito, operare un meticoloso lavoro di osservazione sull'evoluzione
del protagonista, quel Tomaso Puzzilli tanto facilmente (e apparentemente)
riconducibile al Cataldi Vittorio dell'Accattone pasoliniano, soprattutto
per l'ovvio rimando dato dall'interpretazione di Franco Citti: il realismo
poetico di cui si servì Pasolini per il suo strabiliante esordio
alla regia non sembra attraversare il lavoro di Rondi ed Heusch, adattato
per lo schermo insieme a De Concini, Brusati e Solinas (con il contributo
di Sergio Citti per i dialoghi), interessati più che altro a sottolineare
l'intangibilità di un personaggio capace sì di prender coscienza
di un'adesione politica necessariamente definita (dopo aver conosciuto
il sindacalista interpretato da Enrico Maria Salerno durante la degenza
in ospedale) ma lontanissimo dall'ergersi quale icona rappresentante un'ideologia
o una corrente di pensiero. Ne viene fuori un ritratto volutamente "sfocato",
non "memorabile", tremendamente vero.
-----------
Note: Molto buono il lavoro
di restauro in digitale dal negativo in 35mm originale, in certe occasioni
capace di rendere al meglio le suggestive sfumature della fotografia in
bianco e nero di Armando Nannuzzi. Discreti gli extra e di grande interesse
il libretto bilingue di antologia critica presente all'interno della confezione,
curato da Bruno Di Marino con i contributi di Alberto Pezzotta.
|
. |
![]()
|
|
|