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Notizie Milano, Palazzo della
Ragione
Se molto si è scritto e rivisto nelle cineteche in occasione del trentennale della morte di Pier Paolo Pasolini (2 novembre 1975), in teatro poco si è fatto. Ben consapevole fin dal titolo «Celebrato o tradito? Cosa resta del vero Pasolini» (in collaborazione con l’assessorato Cultura del Comune di Milano e con Pirelli Re) che, in questi ultimi mesi, l’intellettuale friulano è stato oggetto di attenzione e di appropriazioni più o meno indebite, arriva la manifestazione curata dal Teatro Franco Parenti nella sede del Palazzo della Ragione (Piazza Mercanti, a Milano). Il programma ruota intorno a «’Na specie de cadavere lunghissimo» (1-12 febbraio, ore 21), uno degli spettacoli-rivelazione degli ultimi anni, interpretato da un bravissimo Fabrizio Gifuni (Premio Hystrio 2005), finalmente di ritorno sulle tavole del palcoscenico dopo i successi cine-televisivi. «Lo spettacolo - spiega Gifuni - è diviso in due parti. La prima è una summa del pensiero civile e politico di Pasolini, con frammenti dagli «Scritti corsari», dalle «Lettere luterane» e dalle poesie friulane. La seconda è «Il Pecora», poemetto in endecasillabi del poeta e pittore milanese Giorgio Somalvico, in cui si immagina il delirio dell’assassino di Pasolini mentre rientra a Roma sull’Alfa Gt rubata al poeta. In entrambe si sviluppa una sorta di dialogo a distanza tra figure antinomiche: padre e figlio, vittima e carnefice.«Ho immerso il flusso verbale di Fabrizio in mezzo al pubblico, in parte seduto intorno a tavolini, rompendo la frontalità palcoscenico-platea per evitare rischi declamatori», aggiunge Giuseppe Bertolucci, regista di rare e preziose apparizioni teatrali, grande scopritore di talenti monologanti (Roberto Benigni, Marina Confalone). A corredo dello spettacolo sono previsti diversi appuntamenti con artisti e intellettuali. Tre gli incontri: con Carla Benedetti (1 febbraio, ore 22.15), Walter Siti (3 febbraio) e Italo Moscati (10 febbraio). Sul fronte degli artisti, Leopoldo Mastelloni proporrà un suo monologo-collage sull’aristocrazia dei diversi in «La lunga notte di Giocasta» (2 febbraio, ore 18.30), mentre, in unica serata (5 febbraio, ore 21 e 21.30), saranno di scena Paolo Mazzarelli con «I processi a Pier Paolo Pasolini» e Alda Merini con il monologo inedito «Le piante gridano». Improvvisazione, memorie,
letture comporranno invece «Il mio Pasolini» di e con Giorgio
Albertazzi (6 febbraio, ore 21) e, in chiusura, Anna Galiena
leggerà le lettere scritte da Pasolini all’amica Silvana Mauri Ottieri
(11 febbraio, ore 18.30).
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