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Notizie Spettacoli e proiezioni
Per ricordare Pier Paolo Pasolini a trent'anni dalla morte sono state programmate alcune iniziative a Cervignano del Friuli. Il Teatro Pasolini di Cervignano del Friuli mette in scena: martedì 11 novembre
2005, oe 20,30
Primo esperimento narrativo di Pier Paolo Pasolini, concepito nel 1948 e ambientato nello scenario quasi mitico della campagna friulana, Il sogno di una cosa descrive la formazione esistenziale e ideologica di tre ventenni, le loro lotte, il miraggio del benessere nella "rossa" Jugoslavia, il ritorno umiliato da braccianti, la fiammata di rivoluzione contadina contro i parons, la delusione politica, il riflusso nella famiglia… Un intenso romanzo-affresco che diventa, ora, appassionato spettacolo corale attraverso gli occhi di Andrea Collavino e del suo gruppo di attori, coinvolti non solo per la loro gioventù anagrafica ma per la spontanea adesione di interpreti alla nobile storia di altri italiani: i ragazzi di quella meglio gioventù che, nella miseria del dopoguerra, hanno cercato di costruire il proprio futuro. giovedì 17 novembre,
ore 20,45
* * * CSS Teatro stabile di innovazione del FVG Cervignano, Sala consiliare
del Comune
Poeti, attori, critici e giornalisti incontreranno il pubblico per riproporre ed attualizzare alcuni temi pasoliniani. Cinque tappe per parlare di poesia, mutamento antropologico, giustizia sociale, cinema ed eros, media e omologazione culturale ed insieme immergersi nel suo mondo… anche solo per poco. . L’approdo di Pasolini al cinema è frutto di quel lungo, inquieto processo di ricerca espressiva che informa la sua multiforme attività intellettuale, attraversandola sotto la cifra di un eclettismo estremamente coerente. Lo sguardo affilato come un bisturi con cui la prosa poetica dell’intellettuale corsaro affonda con perentorio, veemente disincanto nel cuore della crisi epocale in atto convive, benché problematicamente, con quello, animato dalla stessa “mania della verità”, dell’empirista eretico che, folgorato dalla forza peculiare della visione cinematografica, individua nel cinema una lingua “altra”, altrimenti poetica e profondamente verace, capace di dar espressione al “sordo caos delle cose”. A seguire la proiezione del
film Le ceneri di Pasolini. Abbozzo dell’ottobre 1993 per un
film documentario, di Pasquale Misuraca, Italia 1993.
Avvertenza: Si è ritenuto opportuno - poiché il tempo, si sa, è tiranno - limitare la durata del film documentario (mediante alcuni tagli di montaggio non casuali) a 60' circa (rispetto agli 87’ complessivi della versione originale integrale). Pasquale Misuraca concepisce il suo film documentario (che, non a caso, in origine avrebbe voluto intitolare Pasolini su Pasolini) come una sorta di autoritratto di Pasolini, strutturandolo attraverso un montaggio sapiente che intreccia materiali d’archivio televisivi, fotografie, documenti visivi di repertorio dei suoi viaggi, del suo lavoro suoi set, eccetera, ad una selezione accurata (e commovente) di citazioni dai suoi film e dai suoi documentari. Il taglio, rigorosamente cronologico, è scandito anche da alcune delle più interessanti interviste rilasciate da Pasolini: tra tutte, vanno menzionate almeno quelle di Carlo di Carlo (P.P. Pasolini. cultura e società, 1968), di Oreste del Buono (Pasolini e il pubblico, 1970) e quella, citatissima, di Enzo Biagi (Terza B: Facciamo l’appello, 1974). Il film di Misuraca è stato scelto anche come esempio originale e pienamente riuscito di documentario e insieme di film, di biografia e insieme di autobiografia, di saggio e insieme di poesia (ed è appunto a Le ceneri di Gramsci che il titolo definitivo vuole rendere omaggio). Durata complessiva dell’incontro circa 100 minuti. Il programma propone letture e proiezioni di documenti audio/video provenienti dagli archivi di Teche RAI, Cinema Zero, Archivio Bonavventura Miela, Centro Studi Archivio Pasolini di Casarsa. Si ringrazia Cinema Zero e il Centro Studi Archivio Pasolini di Casarsa per la collaborazione.
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