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Notizie Omaggio alle ceneri
Mi chiederai
tu, morto disadorno,
d’abbandonare questa disperata passione di essere nel mondo? (Pier Paolo Pasolini, Le ceneri di Gramsci)
Pier Paolo Pasolini al cimitero acattolico di Roma, davanti alla tomba di Antonio Gramsci Era questa la dolorosa domanda che, di fronte alla tomba di Gramsci, il grande dirigente comunista vittima della barbarie fascista, si poneva Pier Paolo Pasolini, poeta, cineasta, romanziere e intellettuale eretico, comunista ed omosessuale. La sua risposta è stata la sua vita, tutta coraggiosamente rivolta alla denuncia e alla lotta contro il privilegio, la sopraffazione, la corruzione economica, morale e culturale dell’ordine capitalista, e le sue opere, dove quella disperata passione contro l’ingiustizia, unita al suo profondo amore per i diseredati, gli emarginati, i “diversi”, si coagulava in sublimi forme d’arte. Per questa vita, per queste opere, Pasolini ha pagato il più terribile prezzo: brutalmente ammazzato, vittima della barbarie neo-fascista e dell’intolleranza omofobica al servizio di potenti interessi economici i cui occulti maneggi e legami con parte delle istituzioni Pasolini stava indagando (caso Mattei), le sue “ceneri” infangate da un processo che attribuì il suo omicidio alla reazione di un “ragazzo di vita” a presunte sue avances sessuali e che costituisce uno dei più vergognosi depistaggi attuato dagli apparati statali italiani. Oggi, 3 novembre 2005, nel trentennale dell’assassinio, idealmente posti di fronte alla tomba che di Pasolini raccoglie il corpo selvaggiamente spezzato, ci poniamo la stessa domanda. Ad essa noi, Partito Dei Comunisti Italiani e FGCI, vogliamo rispondere rinnovando quella passione di cui le parole e le immagini di Pasolini sono testimonianza, e lo ricordiamo con una lettura pubblica di sue poesie e la proiezione del film “Pasolini, un delitto italiano” di Marco Tullio Giordana che si terranno al Centro Sociale Auro.
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