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"Pagine corsare"
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Uccellacci
di Gianluigi Gherzi
Oda Teatro-Cerchio di Gesso di Foggia

Sono passati 30 anni dalla tragica e misteriosa morte di Pierpaolo Pasolini. 
L’ODA TEATRO vuole rendergli omaggio domenica 20 novembre alle ore 19, con il debutto nazionale del Cerchio di Gesso in “Uccellacci” con la regia di Gianluigi Gherzi e liberamente ispirato ad “Uccellacci e uccellini” di Pierpaolo Pasolini.
Lo spettacolo aprirà la stagione 05/06 dal titolo “Bastimenti” e vede come protagonisti: Carlo Loiudice, Maria Mennuni e Ruggiero Valentini.
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Oda Teatro-Cerchio di Gesso, Foggia
Uccellacci
di Gianluigi Gherzi
Liberamente ispirato a “Uccellacci e Uccellini” di Pier Paolo Pasolini
Testo e regia di Gianluigi Gherzi
con Carlo Loiudice, Mariantonietta Mennuni, Ruggiero Valentini
Scene: Ruggiero Valentini
Luci: Antonio Lepore
Immagini: Francesco Bellizzi
Musiche: Emanuele Menga
Oggetti di scena: Gino Rizzi
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Quasi più niente rimane dell’Italia che Totò e Ninetto nel film di Pasolini incontrano nel loro vagabondare senza meta all’interno di un paese che stava vivendo la più grande mutazione culturale e antropologica dello scorso secolo: il passaggio dalla cultura contadina a una cultura fondata sui nuovi riti e le “nuove religioni” della modernizzazione.

Eppure i temi e le provocazioni che Pasolini ha lanciato più di quarant'anni fa continuano a riguardarci. Perché la domanda fondamentale di Pasolini: la possibilità del sacro, di rinominarlo con altre parole all’interno di una società mutante, non solo riguarda anche noi ma è diventata nel tempo ancora più centrale e pressante.

Il nostro “Uccellacci” sarà in primo luogo la scommessa di porre nuovamente le domande formulate da Pasolini, cercando le nostre parziali risposte, all’interno di uno scenario che Pasolini aveva intuito ma non fatto tempo a vedere, lo scenario della post-modernità.

Ci inoltreremo,avendo come riferimento le avventure di Totò e Ninetto, nelle avventure dei vagabondi e dei migranti di oggi. Migranti che ancora oggi, sopratutto oggi, continuano a partire dal Sud, mossi da necessità materiali ma anche dal bisogno di conquistare un centro, di raggiungere i “punti alti” dello sviluppo, dove si personifica la faccia più lucente e immateriale del progresso, dell’evoluzione tecnologica: l’illusione di scambi personali liberi e liberati, la sfavillante ebbrezza del sentirsi alla moda dentro l’ultimo trend, al passo coi tempi, in anticipo e non in ritardo.

Così partono Sasà e Nino, due giovani trentenni, pronti a tutto pur di raggiungere una meta, un punto prestigioso, pronti a sfidare con ogni mezzo il muro che li separa dal sentirsi al posto giusto, inseriti.

Pronti anche ad accettare qualsiasi umiliazione, qualsiasi patteggiamento, pur di porsi nel cono di quella luce che fa sentire accettati, baciati dai magici riflessi della notorietà, della visibilità televisiva e mediatica.

In questo loro viaggio troveranno una ragazza, una compagna di viaggio, una delle ultime testimoni dell’irriducibile primato dell’anima rispetto alle regole totalizzanti della materialità consumista, della poesia rispetto alle prosaiche apparenze che servono da passepartout per tutti gli ambienti, della visione rispetto al cieco annegare negli stimoli, nelle illusioni fantasmatiche, nei sogni fatti di omologazione e di imitazione.

Ragazza che alla fine del proprio viaggio ritroverà dentro di sé le parole visionarie di Pasolini e la stessa “disperata vitalità”, capace di leggere tutto il dolore e il trauma presenti  in un cambiamento furioso, cieco, imposto alle vite attraverso la minaccia dell’emarginazione e dell’esclusione, e, nello stesso tempo, di continuare ad abbracciare il mondo coloro che, fuori dalla “normalità” continuano a testimoniare diversità che sono seme fecondo e promessa di futuro.

Lo spettacolo, pur sviluppando una scrittura assolutamente autonoma rispetto all’originale, vuol essere un omaggio all’opera e alla figura di Pierpaolo Pasolini, e, in particolare, ad “Uccellacci e uccellini”, straordinario film di cui lo spettacolo riprende modalità compositive e stilistiche: la qualità di favola surreale, l’essere opera dove prodigiosamente si fondono colto e popolare, tensione ideologica e irriverente comicità.

ODA TEATRO-Cerchio di Gesso
C.so del mezzogiorno II Traversa
71100 Foggia
 

ODA Teatro-Cerchio di Gesso, Foggia - Uccellacci, di Gianluigi Gherzi
 

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