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"Pagine
corsare"
Notizie
Omaggio al "poeta corsaro"
La Gazzetta del Mezzogiorno, Lecce
2 novembre 2005
Usò la lingua salentina
per far parlare la fiaba eterna
di Mauro Marino
Per
noi, Pasolini è un orizzonte. Non è al passato. È
presenza in divenire. È traguardo di pratiche, di sguardi, di desiderio.
Per la poesia, per i poeti di adesso, per i critici, per coloro che fanno
dell’arte e dell’operare creativo lo scopo della loro vita Pier Paolo Pasolini
è modello di coerenza, di coraggiosa pratica militante. Di invenzione.
L’insegnamento di come l’intellettuale
mai debba sottrarsi alla sua funzione
maieutica, «levatrice»
di valori, esegeta di sguardi, di tensioni, di umori. Interprete del «segreto»
che intimamente abita ogni inquietudine, ogni diversità,
ogni desiderio di vita e
di bellezza nel confronto con la Storia, con i suoi mutamenti, con il suo
continuo «tradire».
Egli scriveva: «Io
sono una forza del passato. Solo nella tradizione è il mio amore»
ed è in questi versi che possiamo rintracciare l’attaccamento di
Pier Paolo Pasolini per
il Sud, quel Sud che tra gli anni ’50 e ’70 è assunto come emblema
di una decadenza sociale, culturale e spirituale. Un Sud che è
sinonimo di «popolo»,
valore innato, che insegue e rintraccia nella materna Casarsa, come nelle
borgate romane, che indaga nelle frequentazioni che lo vedono «viaggiatore
interessato» in Basilicata e in Puglia, dove ambienta il suo Vangelo
Secondo Matteo, celebrando la tragicità del paesaggio, coniugando
la passione del Cristo a quell’altra, silenziosa, che abita le «grotte»
del rifugio
basiliano, quei Sassi brulicanti
di un’umanità che con orgoglio trans-porta la povertà in
regalità, in tenuta d’animo, in fierezza.
Un amore, per il popolo,
sempre teso nell’ascolto di una «qualità» che vede gradualmente
scomparire e diventare sempre più feroce, da rintracciare dove ancora
le radici sono scoperte o dormienti, al riparo dal «sacco barbaro»
della
modernità e allora
il Salento. Alla ricerca di voci, di visioni, di incanti rituali. Una purezza
inseguita in quel dolce cantilenare della lingua, l’italiano salentino,
da usare nei doppiaggi,
su tutti per Il fiore delle mille e una notte, dove «usa» salentini
per far parlare la fiaba eterna. Il salentino perchè non inflazionato
dall’uso che la «commedia all’italiana» faceva delle lingue
popolari, una voce
dialettale al riparo dall’usura,
che bene si sposava alla surrealtà della sua opera.
Lingue pure che difende in
un acceso dibattito, ospite a Lecce del liceo Palmieri, la mattina del
21 ottobre del 1975. L’incontro dal titolo «Volgare
eloquio» lo vide confrontarsi
con Alberto Sobrero, Vito D’Armento e Gustavo Buratti. Fu l’occasione per
dimostrare il suo rigore interpretativo in difesa d’uno spessore linguistico
dei dialetti nei confronti della pochezza dell’eloquio televisivo.
L’assenza della poesia, d’ogni
emozione, nei media la presagiva nel suo divenire. Nel pomeriggio di quel
giorno, Pasolini giunse quasi inaspettato
a Calimera, centro in quegli
anni d’un movimento di riconsiderazione del patrimonio e della lingua grica
che bene Rina Durante ha interpretato
sull’onda della suggestione
pasoliniana. Qui ascoltò i canti in grico memore delle immagini
che Cecilia Mangini, sua amica e collaboratrice, aveva raccolto
nel documentario Stendalì,
che registrava nel 1960 a Martano, la sopravvivenza dell’antichissimo rito
del canto funebre, «antidoto» capace di alleviare la mancanza
e il vuoto delle morte. Poesia popolare di un sud-popolo da accudire e
custodire.
Pasolini è madre nel
suo appassionamento, nel suo resistere, nel suo dichiararsi magnifico e
«crudele» quando, con la macchina da presa ferma,
ci tiene sul filo della
possibilità, della tenuta dello sguardo. Egli ci invita a «rotture»
che portano pianto, pungente ironia, un ridere largo, sdentato, e la corsa
di Ninetto che saltellando dice del satiro e del santo, di Dionisio e d’Apollo
e di tutto il sapere.
Mauro
Marino
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* * *
Pasolini: reading,
film e presìdi
a 30 anni dalla scomparsa
Era
l’alba del 2 novembre 1975. Giusto 30 anni fa. In uno spiazzo polveroso
all’Idroscalo di Ostia viene ritrovato il corpo senza vita di Pier Paolo
Pasolini.
Il
«poeta corsaro», eretico, solitario, controcorrente, era stato
assassinato in circostanze terribili, oscure. Aveva 53 anni, era nato a
Bologna il 5 marzo 1922 da madre friulana e padre ufficiale dell’esercito.
Molti
lo amano, tanti altri «no». Ma la sua figura non suscita mai
indifferenza. Il Salento lo ricorda con una serie di iniziative. Vediamole.
Il
Fondo Verri aderisce all’iniziativa del sito www.bravuomo. it/wiki/PPPMob
per una poetry-mobilitazione nazionale. L’ idea è leggere a voce
alta, molto alta, un pezzo di Pasolini. Un flash-mob è fulmineo,
quindi bisogna «bighellonare»
nei
pressi dell’appuntamento con un certo anticipo e poi a un segnale concordato
si tirano fuori le copie di «scritti corsari» o quant’altro
e si legge «forte». Seguirà una serata reading dedicata
a Pasolini nella sede del Fondo Verri (ore 20.30), dove sabato (ore 20)
Manila Benedetto presenterà Tua, antologia di racconti erotici al
femminile, curata per l’editore Lieto Colle da Francesca Mazzuccato.
Domenica
(ore 20), proiezione del film-documentario «Pasolini a Calimera»
a cura di Hydrusa.com, con gli interventi di Elio Paiano e Vincenzo Puzzovio.
Seguirà
la proiezione de Il Decameron (1972). All’Istanbul Café di Squinzano
(dalle 22) Mushrooms Lab e Light 3 misceleranno una selezione di interventi
tratti
da Pasolini racconta Pasolini di Gabriella Sica; regia di Gianni Barcelloni.
Saranno
proiettati spezzoni del film Comizi d’amore. Ingresso gratuito.
Ancora,
l’Osservatorio «Massari-Verri-Casto-Di Lecce-Mura», coordinato
da
Beniamino
Piemontese, in occasione del trentennale della scomparsa di Pasolini, indice
un presidio democratico di cittadini davanti ai cancelli della
discarica
dei veleni, la Fibrover alla zona industriale di Lecce.
Infine,
domani nel convento dei Domenicani di Muro, su iniziativa di Liberi Cantieri
Arci, sarà proiettato Pasolini, un delitto italiano di Marco Tullio
Giordana;
ospiti Piero Manni e Carlo Alberto Augieri.
* * *
Da
Beniamino Piemontese riceviamo le seguenti ulteriori notizie:
"...
sto lavorando alla preparazione di un'iniziativa di tipo teatrale dedicata
al poeta Pier Paolo Pasolini, che dovrebbe aver luogo a Lecce giovedì
8 dicembre prossimo, presso la Torre di Belloluogo. Darò notizie
precise al più presto".
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Vedi
anche un'altra pagina con iniziative per Pasolini a Lecce
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