Notizie
 


Vedi anche: tutti gli aggiornamenti di "Pagine corsare" da ottobre 1998 
.
..
"Pagine corsare"
Notizie

Omaggio al "poeta corsaro"
La Gazzetta del Mezzogiorno, Lecce
2 novembre 2005

Usò la lingua salentina
per far parlare la fiaba eterna
di Mauro Marino

Per noi, Pasolini è un orizzonte. Non è al passato. È presenza in divenire. È traguardo di pratiche, di sguardi, di desiderio. Per la poesia, per i poeti di adesso, per i critici, per coloro che fanno dell’arte e dell’operare creativo lo scopo della loro vita Pier Paolo Pasolini è modello di coerenza, di coraggiosa pratica militante. Di invenzione.

L’insegnamento di come l’intellettuale mai debba sottrarsi alla sua funzione
maieutica, «levatrice» di valori, esegeta di sguardi, di tensioni, di umori. Interprete del «segreto» che intimamente abita ogni inquietudine, ogni diversità,
ogni desiderio di vita e di bellezza nel confronto con la Storia, con i suoi mutamenti, con il suo continuo «tradire».

Egli scriveva: «Io sono una forza del passato. Solo nella tradizione è il mio amore» ed è in questi versi che possiamo rintracciare l’attaccamento di
Pier Paolo Pasolini per il Sud, quel Sud che tra gli anni ’50 e ’70 è assunto come emblema di una decadenza sociale, culturale e spirituale. Un Sud che è
sinonimo di «popolo», valore innato, che insegue e rintraccia nella materna Casarsa, come nelle borgate romane, che indaga nelle frequentazioni che lo vedono «viaggiatore interessato» in Basilicata e in Puglia, dove ambienta il suo Vangelo Secondo Matteo, celebrando la tragicità del paesaggio, coniugando la passione del Cristo a quell’altra, silenziosa, che abita le «grotte» del rifugio
basiliano, quei Sassi brulicanti di un’umanità che con orgoglio trans-porta la povertà in regalità, in tenuta d’animo, in fierezza.

Un amore, per il popolo, sempre teso nell’ascolto di una «qualità» che vede gradualmente scomparire e diventare sempre più feroce, da rintracciare dove ancora le radici sono scoperte o dormienti, al riparo dal «sacco barbaro» della
modernità e allora il Salento. Alla ricerca di voci, di visioni, di incanti rituali. Una purezza inseguita in quel dolce cantilenare della lingua, l’italiano salentino,
da usare nei doppiaggi, su tutti per Il fiore delle mille e una notte, dove «usa» salentini per far parlare la fiaba eterna. Il salentino perchè non inflazionato dall’uso che la «commedia all’italiana» faceva delle lingue popolari, una voce
dialettale al riparo dall’usura, che bene si sposava alla surrealtà della sua opera.

Lingue pure che difende in un acceso dibattito, ospite a Lecce del liceo Palmieri, la mattina del 21 ottobre del 1975. L’incontro dal titolo «Volgare
eloquio» lo vide confrontarsi con Alberto Sobrero, Vito D’Armento e Gustavo Buratti. Fu l’occasione per dimostrare il suo rigore interpretativo in difesa d’uno spessore linguistico dei dialetti nei confronti della pochezza dell’eloquio televisivo.

L’assenza della poesia, d’ogni emozione, nei media la presagiva nel suo divenire. Nel pomeriggio di quel giorno, Pasolini giunse quasi inaspettato
a Calimera, centro in quegli anni d’un movimento di riconsiderazione del patrimonio e della lingua grica che bene Rina Durante ha interpretato
sull’onda della suggestione pasoliniana. Qui ascoltò i canti in grico memore delle immagini che Cecilia Mangini, sua amica e collaboratrice, aveva raccolto
nel documentario Stendalì, che registrava nel 1960 a Martano, la sopravvivenza dell’antichissimo rito del canto funebre, «antidoto» capace di alleviare la mancanza e il vuoto delle morte. Poesia popolare di un sud-popolo da accudire e custodire.

Pasolini è madre nel suo appassionamento, nel suo resistere, nel suo dichiararsi magnifico e «crudele» quando, con la macchina da presa ferma,
ci tiene sul filo della possibilità, della tenuta dello sguardo. Egli ci invita a «rotture» che portano pianto, pungente ironia, un ridere largo, sdentato, e la corsa di Ninetto che saltellando dice del satiro e del santo, di Dionisio e d’Apollo e di tutto il sapere.

Mauro Marino
..
* * *
Pasolini: reading, film e presìdi
a 30 anni dalla scomparsa

Era l’alba del 2 novembre 1975. Giusto 30 anni fa. In uno spiazzo polveroso all’Idroscalo di Ostia viene ritrovato il corpo senza vita di Pier Paolo Pasolini.
Il «poeta corsaro», eretico, solitario, controcorrente, era stato assassinato in circostanze terribili, oscure. Aveva 53 anni, era nato a Bologna il 5 marzo 1922 da madre friulana e padre ufficiale dell’esercito.

Molti lo amano, tanti altri «no». Ma la sua figura non suscita mai indifferenza. Il Salento lo ricorda con una serie di iniziative. Vediamole.

Il Fondo Verri aderisce all’iniziativa del sito www.bravuomo. it/wiki/PPPMob per una poetry-mobilitazione nazionale. L’ idea è leggere a voce alta, molto alta, un pezzo di Pasolini. Un flash-mob è fulmineo, quindi bisogna «bighellonare»
nei pressi dell’appuntamento con un certo anticipo e poi a un segnale concordato si tirano fuori le copie di «scritti corsari» o quant’altro e si legge «forte». Seguirà una serata reading dedicata a Pasolini nella sede del Fondo Verri (ore 20.30), dove sabato (ore 20) Manila Benedetto presenterà Tua, antologia di racconti erotici al femminile, curata per l’editore Lieto Colle da Francesca Mazzuccato.

Domenica (ore 20), proiezione del film-documentario «Pasolini a Calimera» a cura di Hydrusa.com, con gli interventi di Elio Paiano e Vincenzo Puzzovio.
Seguirà la proiezione de Il Decameron (1972). All’Istanbul Café di Squinzano (dalle 22) Mushrooms Lab e Light 3 misceleranno una selezione di interventi
tratti da Pasolini racconta Pasolini di Gabriella Sica; regia di Gianni Barcelloni.
Saranno proiettati spezzoni del film Comizi d’amore. Ingresso gratuito. 

Ancora, l’Osservatorio «Massari-Verri-Casto-Di Lecce-Mura», coordinato da
Beniamino Piemontese, in occasione del trentennale della scomparsa di Pasolini, indice un presidio democratico di cittadini davanti ai cancelli della
discarica dei veleni, la Fibrover alla zona industriale di Lecce.

Infine, domani nel convento dei Domenicani di Muro, su iniziativa di Liberi Cantieri Arci, sarà proiettato Pasolini, un delitto italiano di Marco Tullio
Giordana; ospiti Piero Manni e Carlo Alberto Augieri.

* * *

Da Beniamino Piemontese riceviamo le seguenti ulteriori notizie:

"... sto lavorando alla preparazione di un'iniziativa di tipo teatrale dedicata al poeta Pier Paolo Pasolini, che dovrebbe aver luogo a Lecce giovedì 8 dicembre prossimo, presso la Torre di Belloluogo. Darò notizie precise al più presto".
.
Vedi anche un'altra pagina con iniziative per Pasolini a Lecce
.

Omaggio al "poeta corsaro" - Lecce
 

Vai alla pagina principale