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Notizie Invito
Un musicista
non può commuovere gli altri
se non è lui stesso commosso, è dall'anima che bisogna suonare. (Carl Philipp Emanuel Bach) Mercoledì 3 agosto - ore 21:00
Nella prima parte della serata, alcuni allievi dell’Istituto Musicale Pareggiato e della Scuola di Orientamento e Formazione Musicale di Aosta, con la supervisione e la direzione artistica del Maestro Davide Sanson, presentano una inedita rielaborazione di musiche pescate nell’ampio mondo sonoro utilizzato dal regista per sonorizzare i suoi film. In seconda serata, il contrabbassista Bruno Chevillon ripropone il suo grande monologo pasoliniano PPP ou la rage sublime, ampliandone le suggestioni sonore in collaborazione con alcuni eccellenti musicisti valdostani. Prima
parte
Un progetto originale. Sarebbe riduttivo sintetizzare la figura di Pier Paolo Pasolini con un solo aggettivo. Guardando la sua attività si rimane stupiti, impressionati da una tale opera che un solo uomo è riuscito, in una vita purtroppo così breve, a concepire. Rinomato principalmente come intellettuale (scomodo) e per le sue opere filmiche, Pier Paolo Pasolini è stato un uomo multimediale a trecentosessanta gradi. La sua produzione, oltre che come regista e sceneggiatore, lo ha visto impegnato anche nella narrativa, nella saggistica, nella poesia, nel teatro, nella pittura, ma non solo, anche nella musica come autore d’importanti testi musicati, scritti a quattro mani insieme all’amico Domenico Modugno, come “Che cosa sono le nuvole?”. Analizzando alcune delle sue tante forme d’espressione, il M° Davide Sanson e Salvatore Livecchi, hanno tratto degli spunti per realizzare questo progetto originale per Aosta Classica 2005, cercando di fondere in un unico movimento i film di Pasolini, il suo teatro, la sua poesia e la sua musica. Brani originali di Salvatore Livecchi, ma anche destrutturazioni e riletture di brani di repertorio che lo stesso Pasolini scelse per i suoi film (come la "Passione secondo Matteo BWV 244” di J.S. Bach) con brani originali che Ennio Morricone compose appositamente per lui a partire da “Uccellacci e uccellini” del 1965. Seconda
parte
Un percorso per guardare
ed ascoltare Pasolini. La notte tra il 1° e il 2 novembre 1975, in
circostanze ancora non chiarite, Pier Paolo Pasolini moriva sul litorale
di Ostia. A soli 53 anni, scompariva la figura più eclettica della
cultura italiana del dopoguerra. Pasolini è stato per il cinema,
per la letteratura, per la società del nostro Paese un infaticabile
costruttore di infuocate ma solide centralità, il polo di riferimento
di tensioni molteplici, impossibili da sintetizzare nell’ambito della programmazione
di un Festival cinematografico. Strade del Cinema ha scelto quindi, nel
trentennale della sua tragica scomparsa, di tributargli un duplice omaggio
al di fuori dei percorsi tradizionali: da un lato, la produzione, in collaborazione
con AostaClassica, della versione “allargata” di “PPP ou la rage sublime”,
performance tra musica e letteratura del grande contrabbassista francese
Bruno Chevillon, accompagnato in quest’occasione da un gruppo di eccezionali
professionisti valdostani, e dall’altro la proiezione - la prima in Italia
dopo le anteprime di Cannes e Bologna - della copia restaurata dalla Cineteca
di Bologna degli “Appunti per un’Orestiade Africana”, un viaggio
lirico tra antiche culture accompagnato dalle musiche di Gato Barbieri.
segnalazione-invito
di Salvatore Livecchi
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[Testi: dal n. 4 del "giornale di Aosta Classica" e dal Catalogo dell’edizione 2005 di Strade del Cinema] . www.stradedelcinema.it . |
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