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"Cantando l'Italia"
Fatima Scialdone a Belgrado
http://www.agenziaaise.it/home.htm



Si è tenuta il 28 marzo scorso, presso Sala Budva dell’Hotel Hyatt di Belgrado, la conferenza stampa dell’attrice e cantante italiana Fatima Scialdone, che, alla presenza del Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura, la Direttrice del Teatar Cafè ed il Direttore del Centro Culturale Studentesco, ha presentato gli spettacoli che nei prossimi giorni la vedranno protagonista nella capitale serba. Fatima Scialdone (nella foto qui a destra), attrice e cantante nata a Gaeta, ridente città sul mare, a metà strada tra Napoli e Roma, si è diplomata alla Accademia Nazionale di Arte Drammatica di Roma nel 1985/86. Ha iniziato a recitare nei primi anni Ottanta a Venezia e Roma e, nel 1985, ha interpretato due drammi di Pirandello con la Regia di Andrea Camilleri. La sua carriera di attrice è proseguita con una stretta collaborazione con Gino Bramieri, insieme al quale ha ottenuto un grande successo con commedie di Garinei e Giovannini al Teatro Sistina ed al Teatro Parioli di Roma. La sua carriera di attrice e cantante si è svolta ininterrottamente per tutti gli anni Novanta e, negli ultimi anni, Fatima si è dedicata ad una ricerca di teatro e musica che vede, nelle tre rappresentazioni portate a Belgrado, la sintesi di questo lavoro. Le sue tournée all’estero, realizzate con la collaborazione del Ministero degli Affari Esteri, hanno svolto e svolgono un importante ruolo nella promozione della lingua e della cultura italiana, sia verso le comunità italiane che possono ricordare e rivivere momenti della loro storia, sia verso il pubblico dei Paesi ospitanti che possono apprezzare il nostro patrimonio musicale nell’ambito di una rappresentazione teatrale.

"Cantando l’Italia" ha aperto il 29 marzo, presso la Sala Ellington’s dell’Hotel Hyatt, gli spettacoli di Fatima a Belgrado. Si tratta di un concerto/spettacolo che, attraverso le più belle canzoni della musica leggera italiana, trasmette la "seduzione" che la lingua italiana esercita con la musica e con la poesia. Da "Via con me" di Paolo Conte, un invito a seguire la cantante in questo viaggio, ai classici romani, quali "Comm’è bello fa l’ammore quanno è sera" di Anna Magnani e "Arrivederci Roma" di Renato Rascel, per arrivare a Napoli con brani eterni ed universalmente noti come "Torna a Surriento" e "O sole mio".
Ancora una volta la musica sarà la protagonista di "Ria Rosa. Diva Eccentrica from Italy", spettacolo in prosa e musica in due tempi, che ha visto l’attrice il 31 marzo sul palco del Cafè Teatar.
Lo spettacolo, scritto da Fatima insieme a Fernando Pannullo, ripercorre la vita e la storia di Maria Rosaria Liberti, in arte Ria Rosa (Napoli 1899 – New York 1988), proclamata "Cantante degli Emigranti", antagonista di Gilda Mignonette, nonché ironica e divertente "nonna delle femministe". Straordinaria interprete della canzone napoletana, Rai Rosa approdò nel 1915, a soli 16 anni, nel mondo dello spettacolo debuttando alla Sala Umberto di Napoli, prestigioso "Cafè chantant" in cui si esibivano le più famose dive, da Anna Fougez alla Bella Otero. Nel 1922 sbarcò a New York con la compagnia di Nicola Maldacea, fondando poi una sua compagnia che mise in scena quella particolare forma di teatro napoletano detta "sceneggiata" in cui si affrontano temi scabrosi per l’epoca come il dramma delle ragazze madri. Ma Ria Rosa suscitò scalpore anche per altre sue caratteristiche: cantò, travestita da uomo, canzoni al maschile come "Guapparia" ed irritò le autorità americane con "A seggia elettrica", una canzone contro la pena di morte ed in favore dei due anarchici italiani ingiustamente condannati, Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti. Dal 1937, dopo frequenti viaggi tra New York e Napoli, si stabilì definitivamente negli Usa.
Lo spettacolo messo in scena da Fatima rivaluta voci libere e autori più o meno famosi, ma di autentico valore, aiutando a recuperare un repertorio sottovalutato e a rettificare un giudizio critico della canzone napoletana in un periodo ritenuto oscuro, tra il ’29 ed il ’37.
Un’altra donna sarà al centro del terzo appuntamento con Fatima Scialdone, che il 2 aprile, alle ore 21.00, porterà sul palco del Centro Culturale Studentesco di Belgrado lo spettacolo "Dedicato a Laura Betti. Canzoni e ricordi".
A quasi due anni dalla scomparsa, avvenuta il 31 luglio 2004, Laura Betti è tutt’altro che dimenticata. Recital, serate di memoria e musica, rievocazioni della sua carriera di cantante ed attrice cinematografica mettono sempre più in luce la poliedrica figura di intellettuale e musa di scrittori, tra i quali soprattutto Pier Paolo Pasolini. Scrissero per lei testi delle canzoni Ennio Flaiano, Alberto Arbasino, Franco Fortini, Alberto Moravia, lo stesso Pasolini, su musiche di Nebbia, Carpi e Umiliani.
Il recital interpretato dalla Scialdone è frutto della collaborazione con il musicista degli "Avion Travel" Fausto Mesolella; i testi dello spettacolo sono di Fernando Pannullo. Per una rievocazione che si configura come un percorso teatrale dedicato più alla cantante che non all’attrice. Laura Betti iniziò negli anni Cinquanta come cantante jazz a Milano. È del 1958 lo spettacolo "Giro a Vuoto" dal quale è tratto il repertorio musicale della rappresentazione belgradese. Un repertorio di avanguardia, allora, ma ancora oggi attualissimo dal punto di vista musicale, cinematografico, drammaturgico e di costume. 

 


"Cantando l'Italia", Fatima Scialdone a Belgrado
 

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