Notizie
 


Vedi anche: tutti gli aggiornamenti di "Pagine corsare" da ottobre 1998
.
..
"Pagine corsare"
Notizie

Filo d’Arianna
Festival 2005 - Belluno
28 giugno-3 luglio 2005

Superata la boa del decennale, il Filo d’Arianna ritorna ad occupare le strade e le piazze di Belluno per l’undicesima volta. Un'edizione che riprende il legame mai interrotto con l’eredità del mito, ma leggendone quest'anno l’essenza alla luce della riflessione elaborata dal pensiero moderno, da Kant a Pasolini.

Il risultato è un programma fitto di offerte teatrali, ma anche di momenti che attingono ai nuovi porti a cui è approdata negli anni la capacità di far precipitare gli elementi antichi quando sono messi a contatto con le potenzialità, altissime e terribili, di oggi: di qui lo spazio riservato al cinema o ai video, ma anche alla danza, alle azioni sceniche portate in piazza o nelle strade o infine alla musica itinerante nelle vie di Belluno.

Il cartellone abbina magicamente, come sempre, i nomi più interessanti della ricerca teatrale italiana ad un uso dello spazio urbano capace di creare negli spettatori, ma forse e ancora prima, volutamente, negli stessi abitanti della città, un approccio nuovo con le quinte dove ogni giorno, anno dopo anno, per secoli, si dipana la commedia umana.

Un richiamo forte, come ha saputo essere il messaggio ancora tragicamente attuale di Pasolini, ed un monito a non cedere, caparbiamente, ostinatamente, alle tentazioni del Minotauro televisivo, che ogni volta chiede (ed ottiene) sempre nuove offerte di giovani umani (veline o calciatori, poco importa) da immolare nello spettacolo immondo di cui tutti siamo complici e spettatori. Tutti, tranne i pochi capaci di uscire dal labirinto mediatico trovando, e imparando a seguire, il filo sottile di Arianna.

Marco Perale
Vicesindaco – Assessore alla Cultura
Comune di Belluno
* * *

IL PROGRAMMA COMPLETO DELLA MANIFESTAZIONE

QUI DI SEGUITO, LE INIZIATIVE IN OMAGGIO DI
PIER PAOLO PASOLINI:

BELLUNO - Cortile Auditorium Comunale
MERCOLEDÌ 29 GIUGNO h 21.30 - ingresso libero 
MITO IN FORMA DI CINEMA
MITI E MITOLOGIE NEL CINEMA DI PASOLINI
Video omaggio di Mario Bianchi.
Il video ripercorre e ricerca i temi del Mito nel cinema di Pasolini indagando nella poetica del regista friuliano, ma anche sulle sue vicende della vita pubblica e privata che lo hanno consacrato autore unico ed inconfondibile. Edipo e la condizione umana, Medea ed il suo rapporto con la madre, l’omologazione e la ricerca della bellezza vengono enucleati non solo attraverso le immagini del suo cinema, ma anche riproponendo contributi dell’epoca con sequenze di autori a lui vicini nel tentativo di dipingere un affresco che, seppure molto personale, sia il più possibile in sintonia con il mondo poetico pasoliniano. Un omaggio
quindi alle sue opere, alla sua vita... quasi a non distinguere il confine in cui finiscono le une e comincia l’altra...
Mario Bianchi, autore, regista, animatore e critico, si occupa da diverso tempo di teatro. Nei primi anni ’70 è fondatore di Teatro Gioco-Evento con cui creava performance che tendevano a sgretolare le codificazioni e i miti del teatro di parola. Per diversi anni è redattore di Radio Como collaborando all’ideazione di diversi programmi. Nel 1977 fonda con Dario Tognocchi il Teatro Città Murata di cui è attualmente direttore artistico. Tra gli anni ’70 e ’80 si dedica ad una ricerca della spettacolarizzazione totale intesa quale potenzialità del sogno, agendo nel campo della performance come atto teatrale irripedibile. Appassionato di cinema - possiede una cineteca personale composta di tremila cassette - è autore di video-montaggi tematici tra i quali: Sguardi leggeri (i bambini nel cinema - 1996), Essere o non essere (omaggio dell’arte dell’attore - 1996) presentato al festival TTV di Riccione, Gli anni di corsa (i bambini e i sentimenti - 2002), Topoi in fabula, i luoghi dell’immaginario del teatroragazzi nel cinema (2003), Gigli bianchi Gigli neri (2004).
Negli ultimi anni si è dedicato soprattutto al teatro per ragazzi e di narrazione, il festival nazionale della narrazione di Mariano Comense, è inoltre direttore della rivista telematica Eolo.

* * *

BELLUNO - Cortile Auditorium Comunale
MERCOLEDÌ 29 GIUGNO h 22.30 - ingresso libero
VISIONI PASOLINI
EDIPO RE
Incontri, riflessioni e proiezioni in collaborazione con ACT! Archivi del Teatro Contemporaneo di Riccione Teatro - a cura di Massimo Marino.
L’ossessione di Pasolini fu quella di sfidare con le parole l’enormità della vita... spremeva, sfruttava le parole per costringerle a catturare più vita possibile e quando le parole non bastarono più fu la macchina da presa a diventare strumento di un’ulteriore poeticità, ma non solo, anche di una ricerca di una più profonda ed immediata verità. Il suo cinema trasuda la sua poetica, il suo pensiero, la sua avversione e contrarietà nei confronti di un sistema economico e sociale proiettato verso la massificazione, ma anche la sua fragilità, la sua sensibilità, i suoi conflitti interiori. La figura di Edipo interessa Pasolini non solo per la sua statura tragica o per le implicazioni psicanalitiche dell’interpretazione freudiana, ma anche per l’ansia autobiografica del regista, per il suo personale complesso di Edipo.
Pasolini aggiunge al contenuto della tragedia greca un prologo ed un epilogo ambientati nella contemporaneità; così facendo attribuisce alla figura di Edipo un’ansia ed un senso di sbandamento che superano lo sgomento dell’eroe tragico dandogli una dignità universale.
La vicenda di Edipo diviene quindi emblema della condizione umana occidentale, di una vita resa cieca dalla volontà di non sapere ciò che si è, di ignorare la propria verità. Scrive ne Le regole di un’illusione - Quaderni 1991 «La permanenza dei grandi miti nel contesto della vita moderna mi ha sempre colpito, ma più ancora l’incessante ingerenza del sacro nella nostra vita quotidiana. È questa presenza, al tempo stesso indiscutibile e che sfugge
all’analisi razionale, che io cerco di individuare nella mia opera scritta e cinematografica».
Massimo Marino è critico teatrale, collabora con L’Unità e con varie riviste: Lo straniero, Hystrio, www.tuttoteatro.com, ARTò, Ubu - cènes d’Europe. Come saggista ha pubblicato numerosi interventi su diversi aspetti della scena contemporanea, in particolare sui gruppi emersi negli anni novanta, sulla relazione fra teatro, testo, video, corpo, musica, sui problemi e le metodologie della critica teatrale. Svolge, inoltre, attività didattica con corsi sulla critica
teatrale e sui modi per guardare lo spettacolo, collaborando con istituti  universitari, teatri e festival: Cimes/Dams di Bologna, Emilia Romagna Teatro, Santarcangelo dei Teatri, l’arboreto di Mondaino, Contemporanea 05 e altri. Dal 1998 al 2003 è stato condirettore artistico del Festival Santarcangelo dei Teatri. Nella stagione 2002-2003 è stato coordinatore artistico del Teatro Studio di Scandicci (Firenze). Ha curato il volume Teatro da mangiare? sull’omonimo
spettacolo del Teatro delle Ariette.

* * *

BELLUNO - Teatro Comunale
GIOVEDÌ 30 GIUGNO h 21.30 - ingresso € 10,00 
L'ESTATE.FINE - A PASOLINI IN TRE MOVIMENTI: CORTEO, RITO E ULTIMA CENA POPOLARE
Teatro delle Ariette, un progetto di Paola Berselli e Stefano Pasquini
con la presenza e il lavoro di Paola Berselli, Maurizio Ferraresi, Gregorio Fiorentini, Marta Moriconi, Stefano Pasquini, Claudio Ponzana; regia Stefano Pasquini. 
Lo spettacolo è nato come evento teatrale in un terreno di 6000 metri quadrati, in mezzo agli ortaggi e al mais, in una scenografia vivente in grado di accogliere e condizionare la presenza umana... ora L'ESTATE.FINE vive fuori dal campo, in altri luoghi e si reinventa di volta in volta nell'ambiente che lo accoglie, mantenendo il senso intimo e profondo dell'esperienza che lo ha generato. Una stanza, un suono forte di campane, una cassabaule da morto con intorno lumini, fiori, frasche, petali a formare la sagome di un angelo... sale un groppo in gola, è chiaro che siamo ad un funerale, ma tutto comunque trasuda odor di vita... e poi si esce fuori... e via, tutti dietro. L'emozione dello spettacolo
sta nel viaggio, nel cammino fianco a fianco... nell'attesa di una riscoperta dei territori della memoria, dei ricordi che ci permettano di vedere ciò che da svegli è lì, sotto i nostri occhi, ma che ci viene sottratto dall'indifferenza... ci si trova a camminare come quando si era bambini, nell'ingenuità della scoperta, sulle tracce delle vite che ci hanno preceduto... con un'innocenza nuova... a cuore aperto... Viene offerto del cibo, perché teatro, terra e nutrimento non si possono scindere ed intanto scorrono le note scatenate del twist di La ricotta di Pasolini, le sue stesse parole, finché esplode Romagna mia a ricondurci dall'incanto alla materialità del cibo e del vino che sono lì ad aspettarci.
«La nostra ricerca, la nostra vita sono un cammino attraverso l'umano, il teatro è lo strumento e la casa è il luogo, ma quello che cerchiamo è l' umano. Noi lavoriamo, continuamente, pazientemente, per forzare e aprire quella porta che conduce dentro: nel teatro invisibile del cuore. Lì sta il nostro teatro e lì cerchiamo di condurre gli spettatori. Il nostro è un teatro semplice».
La storia del Teatro delle Ariette, già raccontata al Filo d'Arianna Festival 2002 nello spettacolo Teatro da mangiare? nomination Premio Speciale UBU 2001 è il racconto di piccole e grandi cose che fanno l’esistenza, un'esistenza in cui rimane centrale il teatro, ma un teatro di terra costruito con le mani e vissuto dal corpo. Dal ’95 fanno, preparano e presentano i propri spettacoli nella loro casa, un podere sui colli bolognesi di Castello di Serravalle dove vivono e lavorano. Nel ’99 costruiscono il Deposito Attrezzi, un edificio rurale per il teatro che diventa il centro della loro produzione teatrale ed agricola. Dal ’97 curano il progetto A teatro nelle case che dal 2000 è diventato Festival d’autunno: quattro giorni di spettacoli, confronti e riflessioni a proposito di teatro fatto fuori dai teatri.

* * *

BELLUNO - Cortile Auditorium Comunale
GIOVEDÌ 30 GIUGNO h 22.30 - ingresso libero
VISIONI PASOLINI - OEDIPUS REX
di Jean Cocteau e Igor Stravinskij; regia teatrale Mario Martone. 
In quest’opera di Cocteau e Stravinskij si inseriscono immagini di percorsi teatrali al di fuori dello spazio scenico principale; la città di Tebe è costruita con gigantesche sagome attraverso le cui fessure passano luci e personaggi, l’immagine che suscita è quella di una città malata, appestata o forse moderna metropoli vista dai palazzoni della periferia. La presenza pasoliniana è più che una citazione: il linguaggio, la fisicità indefinitivamente e sobriamente vestita di nero, ma soprattutto la maschera non invecchiata, fanno di quell’Edipo un contemporaneo archetipo; il racconto in prima persona diventa prospettiva
del pubblico... altri degradi e nefandezze possono sostituirsi, per ciascuno, a quell’enorme peccato originario.

* * *

BELLUNO - Cortile Auditorium Comunale
VENERDÌ 1° LUGLIO h 21.30 - ingresso € 10,00
ITALIA MIA!
ORATORIO INCIVILE PER PIER PAOLO PASOLINI
Compagnia Babbaluck.
Italia mia è una stanza cinema in cui le ombre senza tempo del mondo di Pasolini prendono vita... quelle ombre sono i suoi argomenti-personaggi: il sottoproletariato mitizzato e carnale, il poeta visionario ed ambiguo, il profeta, l'infanzia felice, il sacro e il profano, la chiesa e il pallone, la canzone, gli anni '70... e soprattutto l'Italia. Sulle tracce di Pier Paolo Pasolini alla ricerca del suo essere e dei suoi pensieri, le evocazioni prendono corpo nella verità degli attori che attraverso la semplicità delle azioni sceniche emergono quali fantasmi... immagini a metà tra un sogno struggente e un talk show disperato... sensazioni e pensieri sospesi tra la vita e la morte... quando la morte arriva e dà un senso
alla vita... Dice il poeta «La morte compie un fulmineo montaggio della nostra vita: ossia sceglie i suoi momenti veramente significativi (e non più ormai modificabili da altri possibili momenti contrari o incoerenti) e li mette in successione, facendo del nostro presente, infinito, instabile e incerto, e dunque linguisticamente non descrivibile, un passato chiaro, stabile, certo, e dunque linguisticamente ben descrivibile. Solo grazie alla morte, la nostra vita ci serve ad esprimerci».
La Compagnia Babbaluck nasce nel 1997 con uno spettacolo di strada intitolato Babbaluck, Grand Seigneur ispirato al romanzo Il sorriso ai piedi della scala di Henry Miller. Per l'attuazione dei diversi progetti la compagnia, diretta dall'attore e regista Sergio Longobardi, si avvale di collaborazioni artistiche non solamente legate al mondo teatrale, ma anche a quello delle arti visive, del circo, della musica e del cinema. Nel 1999 vince il premio Scenario con lo spettacolo CORE. Nel 2000 si dedica all'opera di Eduardo De Filippo in un percorso sperimentale e drammaturgico sfociato in Natale in casa Babbaluck. Del 2002 il progetto Collezione, installazione-spettacolo nato dal desiderio di sviluppare ed ampliare l'interazione dei linguaggi. Il loro ultimo spettacolo Stupìdo, è dedicato al duo tragicomico Stanlio e Ollio.

* * *

BELLUNO - Cortile Auditorium Comunale
VENERDÌ 1° LUGLIO h 22.30 - ingresso libero
VISIONI PASOLINI
L’ALTRO ENIGMA
da Affabulazione di Pier Paolo Pasolini, scritto, prodotto e diretto da Vittorio Gassman e Carlo Tuzii.
«Riassumiamo: i padri vogliono far morire i figli (perciò li mandano alla guerra) mentre i figli vogliono uccidere i padri (per questo, per esempio, protestano contro la guerra disprezzando pieni di fierezza la società dei vecchi, che la vuole). Ebbene, io anziché voler uccidere mio figlio... volevo esserne ucciso. E lui non voleva né uccidermi né lasciarsi uccidere!... Ma come avrai capito questa è la storia di un solo padre...». Così Pasolini, nelle parole del protagonista, sintetizza Affabulazione, la sua sofferta e provocatoria versione dell’Edipo di Sofocle, riletto come un serrato corpo a corpo tra gli esponenti di
due generazioni successive, carico di violenza e risonanze affettive.

* * *

BELLUNO - Giardini via Sottocastello
SABATO 2 LUGLIO h 17.30 - ingresso libero
VISIONI PASOLINI
IL TEATRO NELL'OPERA DI PIER PAOLO PASOLINI
a cura di Massimo Marino.
Pier Paolo Pasolini è stato studiato da molti punti di vista, mettendo in risalto ora la sua produzione poetica, ora la prosa e la saggistica, ora la cinematografia e l’impegno poetico nel leggere il suo tempo... scriveva tutti i giorni, e conservava tutto... si ha quasi l’impressione che ogni sua opera sia solo un capitolo di un’opera piu vasta che è la produzione di tutta la sua vita. Anche il corpus delle sue tragedie occupa un posto di rilievo nell’universo letterario del secondo Novecento facendo di Pasolini uno degli autori
italiani più rappresentati in Europa ed in patria dopo Pirandello. La sua produzione teatrale nasce dalla terra friulana fin dalla giovinezza arrivando poi alle sei tragedie borghesi maggiormente conosciute: Pilade, Orgia, Affabulazione, Porcile, Calderón e Bestia da stile, di carattere marcatamente autobiografico e con una netta coloritura antiborghese. A ben guardare, segni di teatralità sono comunque presenti in tantissimi suoi scritti che alla scena non erano destinati... e come in ogni sua opera, anche nel teatro, Pasolini ha avuto
uno sguardo quasi d’anticipo, premonitore, sperimentale e innovatore.

* * *

BELLUNO - Teatro Comunale
SABATO 2 LUGLIO h 20.15 - ingresso € 10,00
SECONDO PASOLINI
EVENTO INNATURALE
Teatro delle Ariette, con il lavoro di Paola Berselli, Maurizio Ferraresi, Gregorio Fiorentini, Stefano Pasquini, Claudio Ponzana.
Secondo Pasolini è una camminata, e una sosta... bisogna avere scarpe comode per seguire il corteo di quattro uomini che reggono una portantina e due donne che hanno sulla schiena due grandi gerle... assieme a loro il poeta friulano funge da compagno di viaggio. Ogni tanto devono fermarsi « perchè il mio giogo è soave, il mio carico leggero», dice una voce registrata mentre partono le note della Passione bachiana dal Vangelo secondo Matteo di Pasolini. Ad ogni sosta se ne ascoltano frammenti registrati, a volte
sono gli attori a dar loro voce... Si arriva... spontaneamente ci si siede in circolo... posano il baule e le gerle. Spuntano bottiglie e bicchieri, viene stesa una tovaglia. Comincia a girare il vino, mentre affettano il pane fatto in casa, il formaggio, il salame. Intanto tirano su tre croci e vi appendono un telo bianco, uno schermo. Ormai è quasi buio. Rivedremo le immagini del Vangelo pasoliniano, ascolteremo cosa ci dicono ancora le sue parole. Fino a tardi. D'improvviso vicino appare una piccola luce in movimento, poi tante, tutt’intorno... si riempie di lucciole. Per Pasolini la scomparsa delle lucciole era stato il segnale visibile di un mutamento intervenuto nella società italiana, questo inaspettato ritorno può riempirsi di una singolare commozione.
NON CENATE
NON METTETE I TACCHI A SPILLO
NON INDOSSATE SOLTANTO UNA CANOTTIERA
 


Filo d'Arianna - Festival di Belluno
 

Vai alla pagina principale