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Il teatro

"Pagine corsare"
Teatro

Il Pasolini di Gifuni e Bertolucci
Attore e regista raccontano un testimone del Novecento
di Tiziana Platzer
"La Stampa", Torino, 1 febbraio 2007

Giuseppe BertolucciPasolini ancora una volta chiamato a leggere il presente. «Perché aveva una capacità unica di lanciare strazianti e drammatici segnali d’allarme: sulla società dei consumi, sulla mercificazione dei corpi, sul totalitarismo dell’impero dei media..» scrive Giuseppe Bertolucci, e così sottolinea ciò che lo ha spinto a intervenire nello spettacolo «’Na specie de cadavere lunghissimo», nato da un’idea di Fabrizio Gifuni, unico attore in scena.

Arriva questa sera alle 21 alla Cavallerizza, Maneggio Reale, dove replicherà sino al 3 febbraio ospite della stagione realizzata da Mas Juvarra (ingresso 10 euro), con un percorso pasoliniano che si prende i rischi di una drammatizzazione complessa della prosa politica del poeta, riletto attraverso gli «Scritti corsari», le «Letture luterane», i versi friulani de «La nuova forma della meglio gioventù», e ancora l’ultima intervista di Furio Colombo fatta a Pier Paolo Pasolini il primo gennaio del 1975. Ma Gifuni, attore dal presente di intenso impegno cinematografico, torna in teatro compiendo un ulteriore sforzo, dare voce all’assassino di Pier Paolo Pasolini attraverso il poemetto inedito di Giorgio Somalvico «Il pecora».

E’ evidente la dichiarazione di volontà politica teatrale, supportata certo dalla sensibilità e dal talento attorale e sotto la guida registica di Bertolucci, un connubio che dà anche il senso della difficoltà dell’operazione. Un monologo che comincia proprio dall’espressione più polemica di un Pasolini feroce nel denunciare gli aspetti sociali alterati dal consumismo, l’omologazione intellettuale, la prevaricante pubblicità. Che si evolve con la presentazione dell’abbozzo della sceneggiatura per il film su San Paolo, fino a chiudersi sull’immagine di un Pino Pelosi, anche detto «er rana», voce in romanesco stretto e surreale, in preda al delirio notturno a omicidio compiuto: è il Pelosi alla guida dell’Alfa Gt, per le strade di Ostia.

Quindi un Fabrizio Gifuni in solitaria interpetazione prima della vittima, poi dell’assassino. La programmazione dello spettacolo ha generato la collaborazione con il Museo del Cinema, che non si è lasciato sfuggire l’occasione di proporre una giornata di proiezioni dedicata al rapporto di Giuseppe Bertolucci con il cinema e il teatro. Non solo, il regista parmense sarà in sala al Massimo per incontrare il pubblico alle 18,30. Sul merito, Bertolucci parte dalla considerazione che rendere pellicola un lavoro teatrale non sia opera così scontata, anzi, necessita di un reale cambiamento di linguaggio per essere sicuri di offrire al pubblico da platea cinematografica le stesse emozioni di un lavoro che, in versione live, ha già vita propria.

Il grande schermo della Sala 3 (l’ingresso è libero) alle 16,30 proporrà in apertura «Quer pasticciaccio brutto de via Merulana», trasposizione televisiva, realizzata nel 1996, dello spettacolo di Luca Ronconi tratto dal romanzo di Gadda e che venne premiata nel ‘97 al Festival della Televisione di Riccione. Dopo il confronto con Bertolucci, alle 20,30 viene presentato il lungometraggio «I cammelli», girato nel 1988 e dove il regista diresse un cast di rilievo, attori quali Paolo Rossi, Diego Abatantuono, Giulia Boschi, Ennio Fantastichini, Laura Betti, Sabina Guzzanti e Claudio Bisio: tutto inizia quando l’organizzatore di spettacoli Camillo e il giovane appassionato di cammelli Ferruccio partono da Carpi per raggiungere Milano: ma a dorso di cammello. Ultima parte alle 22.15 con «Ferdinando», l’edizione televisiva datata 1999 dell’allestimento di Annibale Ruccello e con la partecipazione della grande Isa Danieli. La telecamera arriva in una decaduta villa della zona vesuviana, un anno prima della presa di Roma dell’esercito italiano: lì si nascondono Donna Clotilde, baronessa borbonica che rifugge la cultura piccolo borghese dopo la caduta del Regno delle Due Sicilie, e la cugina povera, donna Gesualda, entrambe protagoniste di una volontaria «prigionia». 

 

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Vedi anche: tutti gli aggiornamenti di "Pagine corsare" da ottobre 1998
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di Tiziana Platzer

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