Cara Angela,
com'è difficile coniugare
emozioni vere e lucidità intellettuale! Le prime nascono dal sentire
e come sai i sentimenti sono stati banditi, dopo aver subito il martirio
della banalizzazione. Giacciono ora nel cestino dell' impura coscienza
di uomini e donne che guardano freddamente avanti (ma dove?).
La lucidità invece
è diventata crudele freddezza d'analisi, perché, come dicono,
per essere lucidi occorre mantenere gli occhi asciutti: pare che il senso
critico sia nemico alle lacrime, anche a quelle più sincere.
La freddezza invece è
parente stretta di un cinico realismo che rende chi lo nutre serio e degno
di considerazione, non si sa bene perché, ma forse solo per una
ormai generale mancanza di cultura, quindi di fantasia.
Mi vengono fatalmente in
mente, per opposizione, le pagine piene di pathos, di amore e di realtà
di quel trattatello pedagogico contenuto in Lettere
luterane, le pagine dedicate a un Gennariello, naturalmente napoletano,
al quale Pasolini scrive tra l'altro:
"Chi accetta realisticamente
una trasformazione che è regresso e degradazione, vuol dire che
non ama chi subisce tale regresso e tale degradazione, cioè gli
uomini in carne e ossa che lo circondano. Chi invece protesta con tutta
la sua forza, anche sentimentale, contro il regresso e la degradazione,
vuol dire che ama quegli uomini in carne e ossa. Amore che io ho la disgrazia
di sentire..."
Quell'amore siamo ancora in
molti ad avere la disgrazia di sentirlo... ma dove finiscono le emozioni,
la rabbia e lo sdegno che lo nutrono se i nostri occhi rimangono asciutti
di fronte alla degradazione delle cose che amiamo?
"Vedi, Gennariello,
la maggioranza degli intellettuali laici e democratici italiani si danno
grandi arie perché si sentono virilmente 'dentro' la storia: accettano
realisticamente il suo trasformare le realtà e gli uomini, del tutto
convinti che questa 'accettazione realistica' sia frutto dell'uso della
ragione. [...] Bisogna avere la forza della critica totale, del rifiuto,
della denuncia disperata e inutile."
Cara Angela, com'è difficile
resistere alla tentazione di sentirsi realisticamente dentro la storia
e diventare così delle "persone serie", di buon senso, che osservano,
analizzano, traggono asciutte e sensate conclusioni su fenomeni, cose e
persone di cui non gli importa nulla.
Ebbene, questa lunga premessa
per dirti che le tue Pagine corsare sono una forma di resistenza
a quella tentazione: il tuo sguardo attento e scrupoloso, e insieme commosso,
è un esempio di come si possano coniugare perfettamente emozioni
vere e lucidità intellettuale, amore per le cose e puntuale informazione.
La tua "Conversazione"
è una riproposta accurata e accorata delle parole di Pasolini, che
commuove e incuriosisce. La raccolta e la pubblicazione nel tuo sito di
interventi e voci e materiali tanto diversi, sono testimonianza di un faticoso
lavoro che parte dal convincimento che ogni iniziativa possa avere il suo
senso se ad ispirarla è il sincero desiderio di conoscere
e far conoscere.
Di ritorno da un viaggio
ho aperto Pagine corsare all'ultimo aggiornamento e nello scorrere
tutte le novità ho colto il tuo sguardo, attento scrupoloso commosso.
E così, vincendo le mille remore e altrettante debolezze di veneta
abituata da millenni a schermirsi, indirizzo a quello sguardo e a
tutto quello che ci regala con la sua amorevole attenzione, questi versi
scritti tanti anni fa, quando la mia ricerca era appena iniziata.
Con stima e
affetto,
Chiara.