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Libri Pasolini rilegge Pasolini
L'ultimo
nastro. Pasolini come Krapp. O Dylan. Dai "basement" dell'Italia in America
spunta a sorpresa, sepolta sotto pile di ignavia e distrazione, un'audiocassetta
del 1969 con la voce di Pasolini che risponde, mai svagato o impaziente,
alle domande di Giuseppe Cardillo, direttore dell'Istituto Italiano di
Cultura a New York. È un'intervista destinata ai giovani, agli studenti
e ai professori delle università: un colloquio a uso 'interno',
ma lo scrittore, il pensatore, l'uomo d'impegno mai si sente in diritto
di risparmiarsi.
Leggero, tagliente, implacabile, Pasolini si racconta e si 'rilegge' senza sfuggire alle provocazioni, senza aggirare argomenti caldi o scabrosi - Dio, il sesso, la religione, l'adesione al marxismo, la critica alla sinistra 'deviata' dalla purezza delle idee, il narcisismo, la poesia sua prima lingua, il cinema che fu l'ultima, l'Africa e il razzismo, l'America e il potere - e a tutto oppone la logica stringente e appassionata del "comunista sentimentale" (Moravia). Uno stralcio inedito di Pasolini
marxista a New York, che ancora ci scuote con la forza del pensiero
critico e la musica della sua voce. Come avesse vissuto il tempo che ci
separa da quel tempo.
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