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Notizie Razionalità-irrazionalità
di Pier Paolo Pasolini
Teatro Pergolesi di Jesi - Il 4 aprile 2008 la rassegna 'Scompagina' ha reso omaggio alla danza ospitando Le ceneri di Gramsci di Pier Paolo Pasolini. Lo spettacolo nasce dall’incontro di due protagonisti della scena italiana di ricerca, Virgilio Sieni e Sandro Lombardi. Il coreografo e l’attore collaborano per la prima volta, nell'intento di creare un'opera dove danza e recitazione si rapportino in un dialogo continuo trovando un terreno comune in un preciso testo poetico. Qui di seguito, una recensione di Andrea Carnevali sullo spettacolo.
Lo spettacolo, andato in scena lo scorso 4 aprile 2008, ha portato alla luce l’intreccio di passione delle ideologie del neorealismo italiano. “Le ceneri di Gramsci” (1957) si trovano in una dimensione intermedia tra la vita e la morte, dove il corpo si agita, parla e si muove attraverso passioni e gesti. È l’altra parte dell’anima di Pier Paolo Pasolini che interroga Gramsci e rende evidente la passione bruciante delle ceneri. Domina tuttavia nell’altra parte di Pier Paolo Pasolini - portato in scena da Virgilio Sieni - il disperato amore del luogo poetico che domina sulla gran parte della produzione poetica di Pasolini: cioè Roma, colta nella sua dimensione popolare e suburbana, nella varietà dei suoi aspetti e dei suoi colori e nel passaggio notturno. Nello spettacolo di Jesi non manca la consueta concretezza di Pier Paolo Pasolini - il palcoscenico rischiarato da una luce forte e bianca - che prevale in chiave introspettiva. Il linguaggio rimane legato ad una specie di fisicità oggettiva ma abituale, che vede la dimensione del corpo - interpretata da Virgilio Sieni - soffrire per l’abitudinarietà della condizione di vita. Una trama gestuale elementare, ma sontuosamente ricca di rimandi allusivi invece riempie di dolore o di vivacità le due metà di Pier Paolo Pasolini: quella di Sandro Lombardi e quella di Virgilio Sieni. Le musiche di Angelo Badalamenti sono state le maglie dove si sono gettate le diverse sfumature degli stati d’animo dei personaggi. Sandro Lombardi non fa il protagonista, ma svela - recitando - le ragioni, gli impulsi segreti e i contraccolpi interiori della vita quotidiana facendone più forte la rappresentazione. La scena - luce bianca su fondale nero - dilata le emozioni dei protagonisti. Nella personale visione degli interpreti di questo allestimento le vicende - che hanno marcatamente un carattere storico-sociale - sono raccontate con la voce e con i gesti. Potremmo dire che lo spettacolo teatro-danza “Le ceneri di Gramsci” del Teatro G. Battista Pergole di Jesi “toglie lo spettacolo” cioè i vuoti degli oggetti scenografici che sono colmati dai pieni cioè parole e movimenti. Sandro Lombardi e Virgilio Sieni non hanno rinunciato alla loro impronta onirica e visionaria, operando una continua trasformazione del testo con la recitazione e la danza. L’impareggiabile interpretazione di Sandro Lombardi ha lasciato la sua inconfondibile firma anche su questa esibizione: sarà comunque difficile in futuro prescindere da un approccio così estremo e folgorante per la comprensione del testo di Pier Paolo Pasolini anche se di elevato impegno recitativo. Lo spettacolo è prodotto da Compagnia Lombardi-Tiezzi, Compagnia Virgilio Sieni, CANGO Cantieri Goldonetta Firenze in coproduzione con Mittelfest 2007. Le luci sono di Vincenzo Alterini, il suono di Antonio Lovato e i costumi e gli oggetti di scena di Giulia Pecorari. |
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